Droghe


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Premessa. Da sempre si è saputo che lo stato della coscienza può essere alterato artificialmente con sostanze esterne ingerite dal soggetto come quelle contenute in bevande, erbe, profumi e mille altri elementi. Un altro dato altrettanto noto è quello relativo alla modificazione della coscienza sulla base di stimoli psicologici personali interni al soggetto stesso come avviene, per esempio, con la concentrazione prima di una lotta o di una gara oppure durante la meditazione o la preghiera.
L'uomo ha sempre tentato di raggiungere un particolare stato di coscienza con un supporto esogeno (proveniente dall'esterno, quindi di tipo artificiale), anziché con il solo uso delle risorse proprie; ossia, endogene di tipo naturale.
Seguendo questa tendenza, molti hanno cercato la sostanza appropriata che riproducesse lo stato di trance mistica.1
Prima dell'avvento della psicofarmacologia, e ancora attualmente in varie tribù, le sostanze usate per simulare o indurre la trance mistica sono tutte quelle eccitanti che si trovano in natura e che variano con la flora locale.2
E a partire dagli anni Cinquanta, e proprio con il rapido sviluppo della psicofarmacologia, che si hanno i primi rilievi di laboratorio sull'uso della psilocibina e della psilocina, che sono dei principi attivi in funghi allucinogeni.3

I. Induzione di stati pseudo mistici. Più o meno tutti gli allucinogeni porterebbero a stati pseudo mistici, in particolare i derivati dell'indòlo (CHCH: - CH'NH composto ottenuto dal catrame minerale e dall'indaco; e può derivare anche dalla decomposizione del triptofano nell'intestino). Il più noto degli allucinogeni è l'acido lisergico, più conosciuto come LSD. Di quest'ultima sostanza vengono rilevati effetti in cinque ambiti: 1. Stato d'animo e affettività; 2. Processi sensoriali e percettivi; 3. Funzionamento intellettuale e percezione della realtà; 4. Processi intuitivi e intellettivi; 5. Comportamento interpersonale.4
Tutte le sostanze allucinogene che potrebbero indurre uno stato pseudo mistico possono sommariamente essere suddivise in tre categorie: a. Allucinogeni percettivi (di tipo indolico o feniletileminico) che distorcono soprattutto la percezione visiva e sono: la LSD, la psilocibina, la DMT e la mescalina. La DMT (contenuta in piante psicoattive come: la Virola Theiodora detta « epenà » e la Adenanthera Peregrina, detta « yopo ») inalata dal naso altera moltissimo la percezione ed è usata dagli sciamani di alcune popolazioni dell'Amazzonia e dell'Orinoco, in Venezuela. b. Allucinogeni di tipo empatogenico (la MDA e tutti i correlati della MMDA costituiti da molecole di natura anfetaminica) con effetti devastanti nella sfera emotiva. Per questo, i prodotti di queste sostanze vengono chiamati « love drog » oppure « ecstasis » e sono stati impiegati, con dubbi risultati, anche in alcune psicoterapie sperimentali. c. Allucinogeni di tipo oneirogenico (l'armalina e la ibogaina) contenuti in una bevanda allucinogena detta « Ayahuasca » o « Yagé » usata dagli sciamani del Nord Ovest dell'Amazzonia. Una proprietà di queste ultime sostanze sembra essere quella di dare una sensazione di contatto con la divinità attraverso simboli archetipi.5
A questi allucinogeni bisogna aggiungere altri quattro tipi di sostanze, i cui effetti spesso vengono accostati ai contenuti degli stati mistici: a. Il muscimolo (contenuto nell'Amanita Muscaria e usata dagli sciamani siberiani); b. I THC (tetraidrocannabinoli) sono i principi attivi della Cannabis che attualmente è una delle sostanze più diffuse con effetto leggero, ma unita all'alcool o ad altre sostanze e pratiche eccitatorie può portare a stati dissociativi pseudo mistici; c. Gli anticolinergici deliranti (atropina, scopolamina e iosciamina contenute in piante come l'Atropa Belladonna, la Mandragora Officinarum, lo Hyoscianum Niger, Datura Inoxia) che possono provocare un vero e proprio stato delirante per due o tre giorni. d. La Ketamina (Cloridrato di ketamina) è un anestetico che può portare a stati dissociativi del tipo EEC (Esperienze Extra Corporea.6
Tutte queste sostanze possono indurre stati di neurotossi così dissociativi della personalità e come tali induttori di una trance che non può, ipso facto, dirsi né mistica né ipnotica o medianica o di altro tipo. Di fatto, è possibile che questi stati possano facilitare la creatività dell'inconscio. Oltre che da queste e analoghe sostanze chimiche, spesso conosciute come « sostanze psichedeliche » o « dilatatori di coscienza »,7 una trance mistica potrebbe essere indotta o simulata artificialmente non solo con mezzi chimici, ma anche da particolari condizioni psicofisiche: la deprivazione sensoriale e l'ipnosi. Sono da considerarsi artificialmente indotte anche le trance provocate dall'eccitazione con rituali, danze e musiche particolarmente ritmate e prolungate da provocare uno stato psicofisico simile a quello ipnotico, qualora dovesse comparire un'ideoplasia.

II. Alcune religioni permettono l'uso di sostanze stupefacenti per ottenere un'esperienza pseudo mistica. Questo è il caso della Chiesa Nativa Americana, dove è permesso il consumo del Peyote (Cactus Lophophora dal quale si estrae la mescalina) che per le sue proprietà particolari permette di « fare un viaggio », ossia una sorta di dissociazione temporanea dal contesto della realtà vigile e cosciente. Dato il contesto religioso, queste sostanze stupefacenti innescano delle allucinazioni di tipo mistico dando l'impressione di un contatto intimo con la divinità.
Nel cristianesimo, le sostanze chimiche sono ammesse solo a scopo terapeutico. L' estasi è considerata un dono di Dio che si potrebbe anche chiedere, ma non certo provocare artificialmente.

Note: 1 W. James, Le varie forme della coscienza religiosa, Torino 1904; J.H. Leuba, The Psychology of Religious Mysticism, New York 1925; A. Huxley, The Doors of Perception, New York 1954; 2 M. Winkelman, Theoretical Model and Trans cultural Analysis, New York 1968, 174 203; 3 R.G. Wasson, Soma: Divine Mashroom of Immortality, New York 1968; F. Festi, Funghi allucinogeni: Aspetti psicofisiologici e storici, Rovereto (FE) 1985; 4 E. Servadio, Al di là della coscienza? Esperienze con l'LSD, in Gazzetta Sanitaria, 38 (1967), 492; 5 C. Naranjo, Drugs Induced States: Handbook of States of Consciousness, (B.B. Wolman - M. Ullman edd.), New York 1986; 6 A. Pacciolla, Ipnosi, Cinisello Balsamo (MI) 1994, 135 182; 7 R.E.L. Master - J. Houston, The Varieties of Psychedelic Experiences, New York 1966.

Bibl. S. Cohen, Drugs of Allucinations, Frogmore 1973; A. Cuvelier, La droga o la santità. Saggi sulla mistica naturale e la mistica trinitaria, Roma 1980; J.M. Davidson - R.J. Davidson, The Psychobiology of Consciousness, New York 1980; M. Eliade, Lo sciamanismo e le tecniche dell'estasi, Roma 1985; P. de Felère, Poisons sacrés. Ivresse divines. Essai sur quelques formes inférieures de la mystique, Paris 1934; E. Gellhorn - W.E. Kiely, Mystical States of Consciousness: Neurophysiological and Clinical Aspects, in Journal of Nervous and Mental Disease, 154 (1972), 399 405; A. Keys, The Biology of Human Starvation, Minnesota 1950; H. Kluver, Mescal and Mechanism of Hallucinations, Chicago 1966; W. La Barre, The Peyote Cult, New York 1975; C.A. Landini, Fenomenologia dell'estasi, Milano 1980; M. Laski, Ecstasy: A Study of Some Religious and Secular experiences, Bloomington 1961; J.H., Leuba, La psicologia del misticismo religioso, Milano 1960; L. Lewin, Atlante farmacologico di tutte le droghe, Firenze 1987; I.M. Lewis, Le religioni estatiche, Roma 1972; B. Lex, The Neurobiology of Ritual Trance, (E. Aquili et Al. edd.), New York 1979, 117 151; A.M. Ludwig, Altered States of Consciousness, in Arch. Gen. Psychiat., 15 (1966), 225 234; Id., Altered States of Conciousness, in Arch. Gen. Psychiat., 15 (1966), 225 234; A. Mandel, Toward a Psychobiology of Trascendence: God in the Brain, (J.M. Davidson - R.J. Davidson edd.), New York 1980; R.E.L. Master J. Houston, The Varieties of Psychedelic Experiences, New York 1966; G.B. Murray, Pharmacological Mysticism, in Rev. Univ. Ottawa, 36 (1966), 347 366; C. Naranjo, Drugs Induced States: Handbook of States of Consciousness (B.B. Wolman - M. Ullman edd.), New York 1986; A. Neher, A Physiological Explanation of Unusual Behavior in Ceremonies Involving Drums, in Human Biology, 34 (1962), 151 160; W.N. Pahnke, Psichiatria clinica e religione, Milano 1973; W.N. Pahnke - W.A. Richards, Implication of LSD and Experimental Mysticism, in Journal of Religion and Health, 5 (1966), 175; R. Prince, Shamans and Endorphins, in Ethos, 10 (1982), 409 423; E. Romeo, Droga e misticismo, in Aa.Vv., Mistica e scienze umane, Napoli 1983, 285 289; U. Scapagnini - P.L. Canonico N. Ferrara, Psiconeuroendocrinologia, Padova 1981; C.T. Tart, Altered States of Consciousness, New York 1968; R.C. Zaehner, Mysticism, Sacred and Profane: An Inquiry into Some Varieties of Praeternatural Experience, New York 1961; R. Zavalloni, Le strutture umane della vita spirituale, Brescia 1971, 354 384.

Autore: A. Pacciolla
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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