Didimo di Alessandria (detto il Cieco)
Autore: E.G. Farrugia
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)II. Insegnamento spirituale. La dottrina di D. fu ripetutamente condannata per origenismo: nel 543, nel 553 e, più tardi, nel 647, al Concilio del Laterano (DS 519). Comunque, l'importanza di D. sta nel fatto che, per opporsi agli ariani, ha sviluppato la psicologia di Cristo quando, nel IV secolo, infieriscono le discussioni sull'integrità della natura umana di Gesù Cristo. D. ne sottolinea la valenza spirituale: egli, infatti, parla, nel Commento ai Salmi, di propátheia, stadio preliminare alla tentazione, quindi alla possibilità di peccare, senza mai vedere in Gesù la minima perdita dell'equilibrio psichico morale. Questo aiuta la cristologia a salvare la piena umanità di Cristo e la spiritualità a riconoscere il ruolo positivo delle tentazioni. Tale accento posto sulle « pre passioni » o inclinazioni al peccato ha spinto la discussione cristologica a ri orientarsi verso quell'« anima mediatrice » di cui aveva parlato Origene.
Anche qui, D. elabora la distinzione, presente già in Origene, tra vita teoretica (o gnostica) (contemplazione e conoscenza spirituale che ne risulta, ovvero comprensione di quanto dicono i misteri della Chiesa), e vita pratica (ascesi in vista della contemplazione), che cerca di seguire le indicazioni dell'altra: essendo la vita teoretica più importante di quella pratica, la prima virtù è la gnosi. Questa distinzione, nella forma così come proposta da Evagrio Pontico, è entrata nel patrimonio classico della spiritualità orientale. L'unione del cristiano con Cristo è concepita sul modello del Cantico dei Cantici, cioè, sul modello del matrimonio tra Cristo e l'anima. Ma per arrivarvi bisogna attingere ad un regime ascetico che spoglia da quanto è superfluo e inutile. Seguendo Clemente di Alessandria, che parla della divinizzazione (theopoiesis, o usando il termine scritturistico, hyiothesia, figliolanza), D. si serve del termine deificazione del cristiano, che spiega attraverso la morte piuttosto che attraverso l' Incarnazione di Cristo. Tale unione deificante unisce al Padre in Cristo attraverso lo Spirito.
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