Compunzione


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I. Deriva dal termine latino compunctio e a partire dal sec. IV entra nel linguaggio cristiano per esprimere il dolore pungente per i peccati di fronte alla misericordia di Dio. L'uso cristiano del termine esprime diversi atteggiamenti dello spirito: sentimento attuale e passeggero, atteggiamento abituale e permanente, dolore per i propri peccati o per le sofferenze del mondo.

II. Nella Scrittura e nei Padri. Il concetto di c. ha forti radici nell'AT e nel NT (soprattutto nei salmi, nei libri sapienziali, in At 2,37), sia come conseguenza della predicazione sia nelle conversioni a partire dall'annuncio del kerygma. Il tema della c. ispira i Padri, in particolare Origene, ma anche Efrem, Crisostomo, Gregorio di Nissa, Giovanni Climaco, Cassiano, Agostino, Gregorio Magno. Il tema caratterizza il monachesimo, quasi in modo esclusivo e pregnante. Infatti, è propria del monaco la « tristezza secondo Dio », che può coesistere con il gaudio e la pace. La c. rimane un filone sotteso alla spiritualità del '300 '400 (si pensi alla Imitazione di Cristo), ma perde interesse esplicito nel ’500, specialmente con l'apparire di nuove scuole di spiritualità: ignaziana, carmelitana, salesiana... Ritorna come oggetto di riflessione negli autori moderni tra i quali Marmion, Hausherr, J. de Guibert.

III. Nella vita spirituale rappresenta un atteggiamento, del resto frequente nei santi, di dispiacere nei confronti del proprio operato, che può anche manifestarsi all'esterno come pianto pubblico per i propri peccati. Di solito la c. è un sentimento molto importante all'inizio di una vera metanoia da coltivare come fonte di equilibrio lungo tutto il processo di maturazione cristiana. La c. è indotta soprattutto dalla meditazione sulla Parola di Dio, come conseguenza di un ascolto sincero, quasi effetto inevitabile della medesima, che penetra « come spada » nel cuore dell'uomo, svelandogli, contemporaneamente, la sua verità e la verità su Dio.

Bibl. Ch. A. Bernard, Teologia spirituale, Cinisello Balsamo (MI) 1982, specialmente i cc. X XI; O. Clement, Il canto delle lacrime. Saggio sul pentimento, Milano 1983; I. Hausherr, Penthos: la doctrine de la componction dans l'Orient chrétien, Rome 1944; B. Marchetti Salvatori, s.v., in DES I, 573 576; C. Molari, Mezzi per lo sviluppo spirituale, in B. Secondin - T. Goffi, Corso di spiritualità, Brescia 1989, 466 497; H. Nouwen, Viaggio spirituale per l'uomo contemporaneo, Brescia 1980; J. Pegon, s.v., in DSAM II, 1312 1321; P. R. Regamey, Portrait spirituel du chrétien, Paris 1963; T. Spidlík, Manuale fondamentale di spiritualità, Casale Monferrato (AL) 1993, in particolare: 345 360.

Autore: M.E. Posada
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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