Colombano (Santo)


I. Vita e opere. C. nasce nel regno di Leinster (Irlanda) nel 543 ca., o, probabilmente, nel 525?530 e muore a Bobbio il 23 novembre del 615 o 616. I dati riguardanti la sua vita sono spesso incerti, alcuni di essi possono essere ricavati da uno scritto di Giona di Bobbio dal titolo Vita di san Colombano, che certamente risale ad una sola generazione dopo la morte del santo.
C. riceve un'educazione classica e molto probabilmente abbraccia la vita monastica a San Congallo a Bangor, in Irlanda. Sceglie l'ideale ascetico dell'esilio o Peregrinatio come nuova forma di esistenza solitaria. In seguito, con dodici compagni, parte per la Bretagna, dove arriva nel 590 o 591. Con l'aiuto della corte fonda, successivamente, i tre monasteri confinanti, ossia, quello di Annegray, di Luxeuil e Fontaine. Tali monasteri, popolati da un numero considerevole di monaci irlandesi, si attengono alle tradizioni irlandesi, inclusa la disciplina monastica e penitenziale. Inoltre, celebrano la Pasqua in una data arcaica che, all'epoca, è diversa da tutte quelle osservate nelle Chiese occidentali. Seguendo, poi, la tradizione della pratica irlandese, C. sembra non sottomettersi all'autorità dei vescovi locali che, per lui, incarnano una forma di cristianesimo decadente e corrotto. Sebbene la Regola dei monaci di C. abbia una notevole influenza, le dispute sul calendario pasquale e la denuncia dell'immoralità dei circoli della corte, gli procurano l'espulsione, quindi l'esilio. Dopo aver attraversato la Gallia, egli raggiunge la Svizzera e poi la Lombardia. Qui, con l'appoggio del re, fonda il famoso monastero di Bobbio, dove muore il 23 novembre 615 o 616.
La Regula monachorum, redatta per i monasteri dell'Europa continentale, riflette molti aspetti delle pratiche usate nel monastero di Bangor. E la regola monastica più antica di matrice irlandese ed è l'unica scritta in latino. Nella Regula monachorum, oltre ai molti articoli che riguardano l'organizzazione della vita monastica, si trovano alcuni trattati completi sulla direzione spirituale. In modo particolare viene descritta la rigorosa disciplina monastica, che comunque non è mai fine a se stessa. Infatti, un intero capitolo della regola espone la dottrina della discrezione senza la quale il rigore della vita monastica rischia di essere solo un eccesso non virtuoso. Oltre ad una specie di codice penale, intitolato Regula coenobialis, le altre opere di C. a noi note sono sei lettere, tredici brevi sermoni o Istruzioni, un penitenziale (De poenitentiarum misura taxanda) e, probabilmente, cinque poemi. Tre delle lettere riguardano la questione pasquale, mentre i sermoni sono dichiaratamente conformi all'insegnamento della patristica e alle tradizioni ascetiche irlandesi.
Il penitenziale è particolarmente innovativo: esso introduce nell'Europa continentale il concetto di penitenze specifiche private proporzionate alla gravità del peccato commesso.

II. La dottrina ascetica e quella mistica di C. non sono esaustive né elaborate, rimangono ampiamente al livello dell'oratoria popolare. Il loro contenuto è pervaso da un senso di austerità che, secondo C., rende la vita monastica conforme al Cristo che « spogliò se stesso » (cf Fil 2,7), portando la croce. A questa sequela il Signore chiama i suoi discepoli (cf Mt 10,38). L'accettare con gioia uno stile di vita considerato una forma di martirio porta ad un'ascesa con il Signore nella dimora celeste. In questo processo, l'obbedienza e l'esilio costituiscono gli elementi chiave. L'insegnamento di C. può essere considerato come un'enfasi sul bisogno di una carità infaticabile in un mondo caduco. La misura dell'amore verso il prossimo è il sacrificio di sé del Salvatore ed è espresso con gesti concreti che conducono alla conoscenza mistica dell'Amato, cui tende l'anima ferita dall'amore e che ha sete di Dio.
La Regula monachorum di C., comunque, rivelò i suoi limiti come guida all'organizzazione di una perfetta comunità monastica, perciò venne integrata e poi sostituita dalla Regola benedettina.
L'insegnamento ascetico di C. ha, tuttavia, una grande influenza sullo sviluppo della dottrina ascetica medievale, poiché attraverso l'esercizio ascetico si giunge alla conformazione a Cristo.

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Autore: A. Ward
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)
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