Eliseo


Continuatore dell'opera di Elia in Israele. Ricco possidente, originario di Abelmeula (sud-est di Beisan), rispose con prontezza al gesto simbolico di Elia che, per ordine di Iahweh, lo consacrava profeta e suo successore (1Reg. 19, 16.21). Per circa 6 anni gli fu discepolo affezionato (1Reg. l, 17; 2Reg. 3, 11), ereditandone alla morte, in buona parte, la virtù carismatica (2Reg. 2, 7 ss. ebr.; i due terzi, è la porzione spettante al primogenito, Deut. 21, 17).
El. conserva le sue abitudini di agiato borghese; veste regolarmente, vive nelle città, ha una sua casa nella capitale, Samaria, e un servo, Giezi, che sempre l'accompagna (2Reg. 2.4.6). Come Elia, è a capo dei discepoli dei profeti, dei quali talvolta si servì per la sua missione (2Reg. 2, 12.15; 6 1.7). Il suo nome 'elisa «Dio salva» risponde bene alla natura della sua attività la salvezza d'Israele viene soltanto da Iahweh -, svolta sotto i successori di Achab: Ioram (853-842), Iehu (842-815), roachaz (814- 793) e Ioas (798-783).
Accompagna l'esercito di Ioram e Iosafat, che muove contro Moab; lo salva dallo scoraggiamento durante la difficile avanzata, predicendo la pioggia e poi la vittoria (2Reg. 3, 9-25); svela a Ioram le imboscate di Benadad, re di Damasco, e gli conduce a Samaria i soldati nemici, mandati dallo stesso Benadad per catturarlo (2Reg. 6, 8-12); annunzia la fine del terribile assedio di Samaria, per un intervento straordinario di Iahweh (2Reg. 6, 24; 7, 20). Intanto, compie la missione affidatagli da Elia (v.) per il trionfo del iahwismo e a punizione dell'empia dinastia di Achab. Si reca a Damasco e svela a Hazael il progetto da questi formulato di uccidere il re ammalato; così avrà il regno e farà gran male a Israele, punendolo della sua infedeltà a Iahweh (Reg. 8, 7-15). Allo stesso modo, sceglie il momento più opportuno, mentre Ioram, figlio di Achab, è ferito e sta a Iezrael, con la madre Iezabel, per mandare un suo discepolo ad ungere l'irruente capitano Iehu a re d'Israele (2Reg. 8, 25-29). Questi, cui sono state ricordate le terribili parole di Elia contro la famiglia regnante, agisce con scaltrezza e rapidità, e distrugge ferocemente tutti i membri di quella; quindi uccide tutti i cultori di Baal (2Reg. 9-10).
Al re Ioas, che lo visita, E. morente (ca. 790 a. C.) predice che vincerà per tre volte gli Aramei (2Reg. 13, 14-19).
E. è il più taumaturgico dei profeti. Col mantello di Elia divide le acque del Giordano; con del sale rende salubre la fonte di Gerico (2Reg. 2, 14-22); moltiplica l'olio di una vedova; impetra un figlio alla sunamita che lo ospita e, morto, lo risuscita; moltiplica 20 pani per un centinaio di persone (2Reg. 4). La sua fama si estende fuori della Palestina e il re di Damasco (probabilmente Benadad verso 1'846-44) gli manda il suo valoroso generale Naaman (= ameno, forse soprannome di Adone) affetto da lebbra e che E. guarisce; mentre punisce la cupidigia di Giezi, trasferendo gli la lebbra dell'arameo. Naaman divenne un fedele iahwista (2Reg. 5; cf. Lc. 4, 27). A contatto con le ossa di E., infine, un morto risuscita (2Reg. 11, 20 s.; cf. Eccli. 48, 12 ss.).
S. Girolamo parla del sepolcro di E. nei pressi di Samaria (PL 25, 1099).
[F. S.]

BIBL. - F. SPADAFORA, in Enc. Catt. It. V, VI, 387; VIII, 1585 s.; A. NEHER, Amos, Parigi 1950, p. 188 ss.; S. GAROFALO, Il libro dei Re. (La S. Bibbia), Torino 1951, pp. 147 s. 170-233.


Autore: Mons. Francesco Spadafora
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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