Chiara da Montefalco (Santa)


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I. Vita e opere. Nasce a Montefalco nel l268. A sei anni entra nel reclusorio della sorella Giovanna, maggiore di diciotto anni, costruito dal loro padre Damiano, il quale, quando la comunità aumenta, ne inizia un altro, interrotto per l'ostilità di ambienti civili e religiosi e, in seguito, completato per l'intervento del rettore del ducato di Spoleto. All'inizio del 1288 C. entra in una profonda notte oscura che dura undici anni: crede di essere la peggiore delle creature, abbandonata da Dio e come disperata. Nel 1290 la comunità chiede ed ottiene dal vescovo di Spoleto di adottare la Regola di S. Agostino. Alla fine del 1291 muore Giovanna e C., nonostante le sue resistenze, viene eletta badessa. Benché priva di ogni consolazione, è sempre fedelissima alla sua vocazione e diviene specchio di santità. Per il bene della comunità spende tutta se stessa. Incompresa dai confessori, che la ritengono santa mentre ella si ritiene la peggiore delle donne, si sottopone a dure penitenze. Durante gli undici anni di purificazione, si sente al centro di una lotta mortale tra i vizi e le virtù, ma ha anche la certezza di essere liberata da ogni vizio e da Dio arricchita di ogni virtù. All'inizio del 1294, C. ha la visione del Cristo che porta la croce e che le dice: « Nel tuo cuore ho trovato un posto per piantare questa croce ». Da quel momento ha acutissimi dolori in tutto il corpo per i segni della crocifissione impressi da Cristo stesso. Per questo, nel 1303, fa costruire la Cappella di S. Croce, affrescata poi nel 1333. Nel 1305 acquista i breviari romani e insegna alle monache a recitare l'Ufficio divino. Nel 1306, già alquanto ammalata, difende la verità cattolica contro i Fratelli del Libero Spirito, smascherandone e denunciandone i gravissimi errori dottrinali e morali.
Muore la mattina del 17 agosto 1308. Volendo conservarne il corpo, le monache ne asportarono le viscere, ma il giorno seguente, ricordando che C. tante volte aveva detto di avere Cristo crocifisso nel cuore, lo aprono e vedono che una parte di esso è trasformata nei segni della passione. Poiché C. gode grande fama di santità taumaturgica, il vicario del vescovo di Spoleto inizia subito il processo informativo e ne scrive la vita. E stata canonizzata l'8 dicembre 1881.

II. Esperienza mistica. C. non ha lasciato nulla di scritto, ma molti suoi pensieri sono riferiti da testimoni diretti nel Processo per la canonizzazione del 1318 19. La sua formazione, l'ascesi e l'assidua meditazione sono in lei esperienza dell'ammonimento della sorella: « Devi pensare sempre alla passione di Gesù e ai dolori della Vergine ». La meditazione è in lei continua. Contro le abitudini del tempo, si confessa e si comunica spesso. Durante gli undici anni di notte oscura è arricchita di straordinari doni di scienza, di sapienza e di profezia: persone di ogni cultura, età ed esperienza, compresi teologi e vescovi e cardinali, ne richiedono il consiglio su cose spirituali. E amica dei poveri e degli ammalati, ai quali manda quanto non è strettamente necessario per la comunità. Fa di tutto perché cessino guerre e violenze e sia resa giustizia ai perseguitati. Nessuno vede mai alla grata il suo volto, ma le sue parole sono parole di vita eterna, vive, penetranti, conformi alla Scrittura. Insegna a non pensare a nulla, a non dire nulla e a non fare nulla che non sia gradito a Dio. Sperimenta rapimenti sublimi, talora una sola volta al giorno, talora più volte, talora addirittura per più giorni. Le sue visioni riguardano tutti gli atti compiuti da Gesù, la presenza eucaristica di Gesù nel mondo intero, il giudizio di Dio sulle anime, la vita beata dei santi in Dio, la giustizia di Dio nell'universo. Gode anche di una forma di visione della Trinità. Vede Dio trino nelle Persone e uno nella sostanza e l'essenza di Dio nella gloria infinita. E evidente l'attività passività mistica fino al matrimonio mistico: « O fratellanza della vita eterna! Come vorrei invitare tutto il mondo a queste nozze ». Perciò, la sua presenza - « Non vi lascerò come voi pensate » - diventa spesso esperienza spirituale molto intensa e consolazione per quanti sono impegnati sulle vie di Dio.

Bibl. Aa.Vv., S. Chiara maestra di vita spirituale, Montefalco (PG) 1983; Aa.Vv., Chiara da Montefalco e il suo tempo, Firenze 1984; Aa.Vv., La spiritualità di S. Chiara da Montefalco, Montefalco (PG) 1986; Aa.Vv., La stigmatizzazione di S. Chiara della Croce, Montefalco (PG) 1995; G. Barone, s.v., in WMy, 312 313; Ead., Claire de Montefalco, in Aa.Vv., Histoire des saints et de la sainteté chrétienne, VII, Paris 1986, 110 116; Berengarius Donadei, Vita de S. C. a Cruce (codici vari, uno trascritto da P.A. Semenza), Città del Vaticano 1944, tr. it. di R. Sala, Roma 1991; N. Del Re, s.v., in BS III, 1217 1222; E. Menestò (cura di), Il processo di canonizzazione di Chiara da Montefalco, pref. di C. Leonardi e appendice storico documentaria di S. Nessi, Perugia Firenze 1984; R. Sala, S. Chiara del Crocifisso, agostiniana, Roma 1977.

Autore: R. Sala
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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