Carioni Battista da Crema


I. Vita e opere. Il domenicano C. è senza dubbio il più grande scrittore di spiritualità della prima metà del Cinquecento. Nasce a Crema dalla nobile famiglia dei Carioni soprannominata anche Orefice. Qualche dato biografico si trova nei Registri dell'Archivio generalizio dell'Ordine domenicano. Rimane incerta la data di nascita. Sapendo però con certezza ch'egli è morto ai primi di gennaio del 1534 tra le braccia di s. Antonio Zaccaria ( 1539), fondatore dei Barnabiti, in età avanzata, si può dedurre ch'egli sia nato verso il 1460. Appartiene alla Congregazione domenicana riformata di Lombardia, molto estesa. Ha fama di grande predicatore, scrittore e maestro di vita spirituale. Non meraviglia perciò che eserciti il suo apostolato a Vicenza, Venezia, Milano e Guastalla. E quasi contemporaneo di Girolamo Savonarola ( 1498) che più d'una volta nei suoi scritti lo nomina con ammirazione. E probabile che siano vissuti insieme per qualche tempo ed è certo che abbiano avuto una buona guida spirituale nel beato Sebastiano Maggi ( 1496), superiore del convento delle Grazie di Milano e Vicario della Congregazione di Lombardia. Identico è il fervore spirituale nei due domenicani anche se dal C. esplicato in modo ben diverso. Riceve senza dubbio una seria formazione scientifica. Basti pensare che sono suoi contemporanei e appartenenti alla stessa Congregazione i due famosi commentatori di s. Tommaso, il card. Gaetano ( 1534), e Francesco Silvestro detto il Ferrarese ( 1523). Sono molti i santi domenicani vissuti in quell'epoca che hanno influenzato non solo l'Italia. Le opere del C. sono tradotte in francese e in spagnolo.
Elenchiamo brevemente quelle più importanti: Via de Aperta Verità. E la prima opera edita a Venezia nel 1523. De la professione (sulla professione religiosa); De lí confessori et confitenti (esortazione sull'uso del sacramento della penitenza come mezzo di perfezione); De la S. Comunione (propugna la frequenza quotidiana alla S. Comunione); Del modo di acquistar vera devotione et conservarla (delinea i principi fondamentali della vita spirituale); De alchune declaratione devote et estatiche o Epistola Familiare (tratta in particolare del problema dell'amor puro, sul tipo di s. Caterina da Genova); De la cognitione et vittoria di se stesso. Questo è il suo capolavoro sistematico, ispirato e condotto con chiarezza e vigore. Nei particolari segue s. Tommaso d'Aquino. E diviso in nove libri. Filosofia divina o meditazione della passione di N.S. Gesù Cristo. In trenta capitoli svolge ardenti, appassionate meditazioni sulla passione di N.S.G.C. di carattere ascetico e contemplativo. Specchio interiore è l'ultima opera della trilogia e doveva far corpo unico con le due precedenti. Specchio interiore ne costituisce l'aspetto mistico. Infine, è da ricordare il Libro de sentenzie o Detti notabili. Tutte queste opere costituirono per molti anni il testo di lettura spirituale su cui si formarono generazioni di barnabiti e teatini.

II. Dottrina spirituale. Il C. è ancora oggi sommamente edificante. Tutto il suo insegnamento richiama la dottrina del combattimento spirituale, così diffusa nella spiritualità del Cinquecento. L'uomo deve impegnarsi in una continua battaglia per superare quanto vi è di contrario all'amore. Solo l'amore, infatti, può portare alla pratica dell'imitazione di Cristo, quindi indurre l'anima a rendersi disponibile a Dio. In tale disponibilità a Dio, l'anima può partecipare degli attributi divini fino a raggiungere l'unione trasformante. L'orazione contemplativa, sperimentata dall'anima in questo sublime stadio di vita spirituale, dev'essere integrata dall'amore e dall'attività a favore del prossimo. Ne risulta una vita mista, in cui l'azione e la contemplazione sono due aspetti della stessa imitazione del Cristo.

Ma, il C. passa alla storia come il vero grande maestro dell'ascetica del combattimento spirituale, di cui sarà una lontana eco il celebre libro del teatino L. Scupoli che s. Francesco di Sales porterà con sé, come vademecum di lettura spirituale, per ben sedici anni. Per questo motivo in ultima analisi, il C. rimane nella storia della spiritualità una voce ardentemente paolina per il rinnovamento della vita cristiana.

Bibl. D. Abbrescia, s.v., in DES I, 290?291; L. Bogliolo, Battista da Crema. Nuovi studi sopra la vita, i suoi scritti, la sua dottrina, Torino 1952; I. Colosio, s.v., in DSAM II, 153?156; M. Petrocchi, Storia della spiritualità italiana, II, Roma 1978; S. Pezzella, s.v., in Diz Biogr XX, 115?118.


Autore: L. Bogliolo
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)
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