Brigida di Svezia (Santa)


I. Vita e opere. Nasce verso il 1303 a Finsta (provincia di Uppland), sposa Ulf Gudmarsson e diventa madre di otto figli. Da parte della madre è imparentata con la casa reale, perciò riceve un'educazione conforme al suo ceto. Dal 1349 si trasferisce a Roma dove muore il 23 luglio del 1373. E canonizzata il 7 ottobre del 1391. B. ha la sua prima esperienza mistica a dieci anni con una visione del Crocifisso. Questo avvenimento domina tutta la sua vita religiosa, tanto che alla fine della sua vita si sente presente alla morte di Cristo.
La svolta decisiva della sua vocazione religiosa avviene dopo la morte del marito. Da quel momento riceve regolarmente le cosiddette apparizioni di Cristo (in rari casi quelle di Dio Padre), della Vergine Maria o di qualche angelo o santo. B. fa trascrivere queste rivelazioni da un segretario e poi le fa tradurre in latino. In seguito, esse sono redatte, per la canonizzazione, dal vescovo spagnolo Alfonso di Jaen ( 1389) in otto libri, Revelaciones celestes. B. ricevette inoltre la Regula Salvatoris, la Regola su cui si fonda l'Ordine delle brigidine, e anche il Sermo Angelicus, ventuno letture per l'Ufficio mariano, che ella fa comporre e redigere per le suore e che pare le siano state dettate da un angelo. Un numero imprecisato di rivelazioni, non riportate nel processo di santificazione, è raccolto in un libro particolare, Revelaciones extravagantes.

II. Esperienza mistica. La ricettività di B. va da un'intensa meditazione sulla Sacra Scrittura e l'identificazione con i suoi personaggi fino ad una vera e propria estasi. Parecchie rivelazioni sembrano essere giunte a B. senza alcun segno di esaltazione esteriore, ma come un intenso grado di concentrazione e ispirazione (cf Extravagantes, 25 26), dove il contenuto del pensiero le viene trasmesso lasciandole il compito di rivestirlo di parole. Quando cade in estasi, interpreta questo stato come un alto grado di lucidità e di presenza (IV, 7,1), una specie di riposo spirituale (IV, 77,3), in cui « le sue forze fisiche si indeboliscono, il cuore si accende e gioisce di un ardore d'amore, l'anima si sente consolata, lo spirito fortificato da una specie di forza divina, tutto il suo intelletto si riempie di una conoscenza spirituale ed ella avverte una dolce voce melodiosa » (IV, 139,1 2; cf VII, 13,8; VII, 19,1). Le rivelazioni comprendono, quindi, sia visioni che audizioni. Cristo spiega che le visioni sono immagini fisiche, non la realtà stessa. Le visioni sono intellettive: le parole dello spirito vengono trasmesse attraverso immagini (II, 18). Le audizioni sono « probabilmente » un processo interiore di B. nonostante vengano percepite come un appello che viene dal di fuori (II, 13,6). Lo stato visionario viene, talvolta, sentito come un piacevole assopimento e le parole ricevute sono sentite come un dolce cibo che sazia e che rende chi lo riceve desideroso di averne di più (IV, 77,3 6; IV, 129,88 89; VI, 52,3 5). In un'occasione, mentre si trova concentrata in preghiera a Santa Maria Maggiore, afferma di essere caduta in estasi; il corpo, infatti, diviene pesante, ma non della pesantezza tipica del sonno (cf IV, 78,3). Secondo la Regula S. Salvatoris, B. riceve tutto il testo della Regola in un solo istante, in modo che « si sono sentite le parole tutte in una volta, ma nello stesso tempo possono essere distinte tra di loro ». La visione (o piuttosto l'audizione) si protrae fino a che possa ricordare tutto il testo. Dopo di che le rimane « un dolce sentimento che sembra voler fa esplodere il cuore » (Regula S. Salvatoris, 283 285).

B. si percepisce come « Sposa e canale » di Cristo (Sponsa et canale III, 30,7). Questi appellativi significano che B. è mediatrice tra cielo e terra, identificandosi strettamente con la Vergine. Maria appare più spesso di ogni altro interlocutore nelle Rivelazioni, le spiega la natura delle apparizioni (VIII, 56,97 102) e la consola personalmente nei dubbi e nelle difficoltà. La concezione che B. ha di Maria come Madre della misericordia la spinge a vedere anche se stessa come strumento della misericordia di Cristo, come Maria. L'immedesimazione nel ruolo di Maria è così profonda che B. una notte di Natale si sente gravida di « un bambino vivo che si muove di qua e di là », una sensazione fisica seguita da una forte euforia. Poiché Cristo prima ha scelto B. come sua sposa, in quest'occasione ella viene chiamata « nuora » di Maria (nurus) attraverso lo sposalizio con Cristo; difatti, Maria e Cristo vogliono servirsi di lei per rivelare la loro volontà ai propri amici e al mondo intero (cf VI, 88). B. ha sentito questi movimenti somiglianti a quelli di un feto anche più tardi nella vita (cf II, 18,1 8; Acta et processus canonizationis, 81,414, 500). La stessa Parola divina che, attraverso Maria si è fatta carne, si manifesta ora al mondo ancora una volta tramite B. (cf I, 17,1; II, 13,1 3; II, 17,2 3).

Le esperienze mistiche di B. non mirano alla sua santità personale, ma hanno uno scopo profetico, per non dire politico. Le visioni sono indirizzate alla Chiesa e al mondo e contengono, come le profezie della Bibbia, insegnamenti, ammonimenti e grida di conversione. Un'analisi delle Rivelazioni mostra che esse hanno un'evidente somiglianza sia nella struttura che nel vocabolario con i grandi profeti. E evidente che al momento dell'ispirazione, il testo biblico che B. ha completamente assimilato, fornisce le parole per esprimere quello che solo con difficoltà avrebbe potuto dire.

Bibl. Opere: Revelationes Santae Birgittæ, Stoccolma 1956 (pubblicazione non ancora ultimata); Regula Salvatoris, ed. S. Eklund 1975; Sermo Angelicus, ed. S. Eklund 1972; Quattuor oraciones, ed S. Eklund 1991; Acta et processus canonizationis beatae Birgittae, a cura di I. Collÿn, Uppsala Colliÿn 1924 1931. Studi: J. Berdonces - T. Nyberg, s.v., in DIP I, 1572 1578; I. Cecchetti, s.v., in BS III, 440 530; P. Chiminelli, La mistica del Nord. Santa Brigida di Svezia, Roma 1948; P. Damiani, La spiritualità di S. Brigida di Svezia, Firenze 1964; P. Dinzelbacher, s.v., in WMy, 63 65; Giovanna della Croce, s.v., in DES I, 393 394; Ead., I mistici del Nord, Roma 1981, 29ss.; G.M. Roschini, La Madonna nella « Rivelazioni di S. Brigida » nel VI centenario della sua morte, Roma 1973; A. Vauchez, Sainte Brigitte de Suède et Sainte Catherine de Sienne, in Aa.Vv., Temi e problemi della mistica femminile trecentesca, Todi (PG) 1983, 227 248; F. Vernet, s.v., in DSAM I, 1943 1948.


Autore: A. Piltz
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)
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