Brandsma Tito


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I. Vita e opere. Brandsma Tito (al secolo: Anno Sjoerd), beato, nasce a Oegeklooster, presso Bolsward nella Frisia (Olanda) il 22 febbraio 1881 e muore martire a Dachau (Germania) il 26 luglio 1942. Diviene carmelitano nel 1898 e, terminati gli studi filosofici e teologici, viene ordinato sacerdote il 17 giugno 1905. Dal 1906 al 1909 studia filosofia alla Gregoriana di Roma, ove ottiene il dottorato. Tornato in patria, s'impegna a fondo nella sua vita religiosa e nell'insegnamento nei collegi carmelitani di Oss e Oldenzaal. Nella cittadina di Oss, ove in una pubblica piazza fa erigere un monumento al S. Cuore, svolge un intenso apostolato: fonda una rivista di devozione mariana, è caporedattore di un giornale locale, fonda una biblioteca pubblica cattolica ed un liceo scientifico, organizza varie esposizioni e un congresso missionario. Dal 1923 alla morte mantiene la cattedra di storia della spiritualità olandese e di storia della filosofia nell'Università Cattolica di Nimega, di cui diventa rettore magnifico.

Nell'ampia attività scientifica i suoi interessi si volgono prevalentemente alla metafisica moderna, alla filosofia precartesiana e alla scuola scoto eurigena; mentre nel campo della spiritualità e della mistica le sue preferenze si esprimono con studi su Ruusbroec, Groote, Tommaso da Kempis ( 1471) ed altri autori del Nord Europa. Fonda l'Istituto per la mistica medievale olandese e organizza tre congressi sulla spiritualità olandese. Inoltre, dal 1918 avvia, in collaborazione con alcuni studiosi, la pubblicazione in olandese di tutte le opere di s. Teresa di Gesù e, allo scopo, effettua nel 1929 un viaggio di studi e ricerche in Spagna. Nel 1935 è in Irlanda e negli Stati Uniti d'America per una serie di conferenze sulla mistica carmelitana. A cominciare dal 1934 si oppone fermamente alla ideologia nazionalsocialista. Per questo motivo viene arrestato il 19 gennaio 1942 dalla Gestapo e, dopo un calvario di carceri e lager, è internato a Dachau, ove infonde serenità e conforto agli altri deportati e benefica gli stessi aguzzini. E ucciso fra sofferenze e umiliazioni. Il suo corpo scompare in un forno crematorio. Il 3 novembre 1985 è beatificato come martire da Giovanni Paolo II. Gli scritti editi dal padre B. comprendono 796 titoli, tra libri e articoli. Si tratta di una vasta produzione che spazia in vari campi, dalla sociologia alla cronaca, dalla spiritualità e mistica alla mariologia. Nel campo della spiritualità e della mistica, oltre all'accennata edizione delle opere di s. Teresa di Gesù, si devono segnalare le voci da lui curate per il DSAM, per la De Katholieke Encyclopedie (di cui è redattore) e il famoso discorso sul concetto di Dio (Godsbegrip, Nijmegen 1932) da lui tenuto nel 1932 per l'anniversario della fondazione dell'Università di Nimega. Notevole anche la serie di studi, dopo il 1930, sulla mistica della passione e sui relativi fenomeni mistici con esame non solo del caso di Teresa Neumann ( 1962) e di altri stigmatizzati, ma anche di figure come s. Lidvina di Schiedam ( 1433) e soprattutto Giovanni Brugmann ( 1473). L'attività scientifica non gli impedisce anzi lo spinge ad un'ampia opera di divulgazione per un recupero storico e attuale delle radici della mistica e della spiritualità cristiana. Tra l'altro, cura per un giornale (De Gelderlander) una rubrica settimanale dedicata alla conoscenza della spiritualità, mentre dal 1938 al 1941 pubblica sullo stesso giornale una serie di 153 articoli affrontando numerose tematiche e divulgando conoscenze ed esperienze della vita spirituale e mistica.

II. Dottrina mistica. Dall'insieme dei suoi studi ed articoli è possibile cogliere la concezione che B. ha della vita mistica. In quanto vocazione di tutti i cristiani e non ristretta ad una piccola e scelta élite, la mistica si presenta come profonda e trasformante esperienza vitale di cui egli sottolinea il « carattere bilaterale », ossia l'incontro dell'azione di Dio e l'accoglienza e collaborazione dell'uomo. Per questo egli parla di due momenti nell'esperienza mistica: il primo teologico, quando Dio prende l'iniziativa dell'incontro; e il secondo psicologico quando tale azione di Dio s'inserisce e si adatta alla condizione umana concreta, naturale, fisica e culturale. La spiritualità e la mistica sono, quindi, necessariamente un'esperienza dell'Incarnazione di Dio nella storia dell'uomo, sia individuo sia comunità. Quanto più l'uomo comprende e si apre all'azione divina nella sua realtà, tanto più avviene la sua trasformazione nell'amore.

La conoscenza filosofica e metafisica di se stesso è posta da B. alla base della vita mistica. L'uomo, che scopre la sua dipendenza totale da Dio e la gratuità della divina azione nei suoi confronti, viene condotto « al fondo dell'esistenza », « al centro più intimo del suo essere ». Reso così capace di vedere Dio, lo adora « non soltanto nel proprio essere, ma altresì in tutto ciò che esiste, prima di tutto nel prossimo, ma anche nella natura, nel cosmo ». La inabitazione e penetrazione di Dio non solo sono oggetto dell'intuizione dell'uomo, ma devono manifestarsi e irradiarsi in tutte le circostanze della sua vita. La visione che B. ha dell'unione tra l'uomo e Dio, lo porta quindi a svilupparla unendo intimamente al rapporto uomo Dio la relazione con gli altri nella realtà concreta storica. L'impegno sociale, politico e culturale diventa così parte integrante e indispensabile della vita mistica. Aspetto, quest'ultimo, molto originale e nuovo: l'impegno socio politico non è avulso dall'essere cristiani, ma espressione concreta della maturità nella fede e dell'intima comunione con Dio.

Altre idee sviluppate da B. sono il superamento della visione dualista nella vita spirituale, con un reale ottimismo attento alla bellezza fondamentale della creazione; gli aspetti femminili e storici del concetto di Dio e la possibilità di una filosofia cristiana.

Bibl. I principali scritti spirituali sono indicati in DSAM XV, 1008 1009. Una raccolta antologica di testi è: Mystiek Leven Een Bloemlezing, a cura di B. Borchert, Nijmegen 1985. Per biografie, articoli e opuscoli su Brandsma si rimanda a: A. Staring, Bibliografia di Tito Brandsma (1942 1984), in Carm 31 (1984), 209 233; Bibliografia in occasione della beatificazione di Titus Brandsma, in Ibid., 33 (1986), 308 332. Inoltre per studi dopo il 1984: H. Blommestijn, s.v., in DSAM XV, 1006 1011 (con bibl. scelta fino al 1986); E. Boaga, Tito Brandsma testimone di Dio nei luoghi della sua assenza, in RivVitSp 39 (1985), 159 185; Id., Dio, silenzio e lager: Titus Brandsma e Edith Stein, in Ibid., 47 (1993), 520 541.

Autore: E. Boaga
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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