Blois Louis Francois J. De


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I. Cenni biografici. François Joseph Louis de Blois nasce a Donnstiennes nel 1506 da antica e nobile famiglia fiamminga e muore a Liessies nel 1566. Abbandonati gli agi della corte dell'arciduca Carlo, poi Carlo V ( 1558), di cui è paggio, entra quattordicenne nell'abbazia benedettina di San Lamberto (1520), per poi dedicarsi agli studi superiori a Gand e a Lovanio. Si perfeziona nella formazione monastica sotto la guida dell'abate Gippus, che ha già iniziato un'opera intensa di riforma, a causa di una radicata decadenza religiosa. Gli succede nel governo dell'abbazia (1530) e ne continua il delicato compito, regolandosi con saggezza e fermezza: per aver conseguito ottimi risultati in merito viene ritenuto « un secondo s. Bernardo». Compone parecchie opere ascetiche, tra cui lo Speculum monachorum (1538), L'institutio spiritualis (1553), gli Statuta benedettini, che otterranno l'approvazione del pontefice Paolo III ( 1549), ed ancora diversi opuscoli (alcuni postumi), in cui brillano le doti di asceta dal senso altamente mistico e pratico insieme.

II. L'esperienza mistica. Fortemente convinto di dover procedere ad una sana riforma monastica, segue il programma evangelico del « coepit facere et docere », facendo precedere l'esempio all'insegnamento: il monastero idealmente sarebbe diventato un paradiso. Una vita, la sua, totalmente dedita all'ascesi, che gli otterrà - dopo la morte - il titolo di venerabile, anche se non vedrà mai gli onori degli altari. Paragonato a s. Bernardo e a s. Giovanni della Croce, gode di fama imperitura per la saggezza dei suoi scritti, informati di uno stile comprensibile e suasivo. Alla sua scuola, fatta di piena libertà e di grandi aspirazioni, cresce un'accolta di anime generose con la creazione di una specie di cenacolo o associazione di Terz'Ordine. In essa è tale e tanta la docilità all'azione dello Spirito Santo che la dirige, che alcune donne vi profetizzano come gli uomini più ispirati.1
Questi gli elementi o punti fondamentali della dottrina « blosiana »: a base di ogni ricerca spirituale si situa il concetto della presenza di Dio, poiché è al centro del cuore umano che Dio inabita con la sua grazia. Atteggiamento caratteristico dell'anima è l'abbandono totale: si procede così speditamente per la via del puro amore. « Abbandonati allo Spirito Santo che ti conduca dove egli vuole... Sa bene lui in che modo, per che via e fino a che punto dovrai progredire ».2
A guida dello spirito subentra, quindi, in forma prioritaria il maestro interiore: si delinea in tal modo una tipica unione con Dio: « Per unirti a Dio pensa all'Uomo Dio. Pensa alla grazia dello Spirito Santo, senza del quale non si può nemmeno pronunciare una volta sola il nome di Gesù! ».3 A sostegno di tutto - quale tensione - sovrasta la devozione cristocentrica: attraverso l'umanità di Cristo si giunge alla sua divinità. Passaggio obbligato per ogni anima è il ricordo della passione del Salvatore, attraverso i contesti liturgici: « Gesù patisce per te tanta tristezza, per te suda sangue! Esercitati, in modo particolare, nel meditare la passione del tuo Salvatore. Solo dal Calvario si spicca il volo per il cielo! ».4 A compimento finale si determina un'aspirazione profonda alla beatitudine; un desiderio sempre rinnovato, come si augura l'autore: « Noi ci ritroveremo così in Dio e nella visione del suo volto dolce come il miele, termine ultimo e compimento dei nostri desideri, poiché in lui si troveranno ogni sazietà e ogni eccellenza spirituale » (Miroir des humbles, XI).
Più che una spiccata originalità e sistematicità pare si debba attribuire al B. quell'aderenza di vita interiore che si adegua a ogni situazione contingente di esperienza tanto monastica quanto laicale. La sua esistenza e opera coincidono con il travagliato periodo del Concilio di Trento e della Controriforma, di cui può essere considerato un antesignano e un sostenitore, sebbene indirettamente. La sua dottrina è, per riconoscimento universale, ancora oggi di grande attualità. Fu apprezzato da s. Francesco di Sales, che non esitò a raccomandarne la lettura a una sua figlia spirituale, sr. de Soulfour, novizia: « Ho fatto leggere a mensa il libro dell'Institutio spiritualis del B. ed ho provato un gusto indicibile. Leggetelo, vi prego gustatelo! E degno di essere letto ».5 Saranno dello stesso parere, in seguito, s. Alfonso M. de' Liguori, P. Faber ( 1863) e altri.

Note: 1 Cf Dom P. Guéranger, Les exercises de sainte Gertrude, 1908, pref. XIX; 2 Regola di vita spirituale, a cura di P. Gallini, Roma 1938, 130; 3 Ibid., 176; 4 Ibid., 158; 5 Lettera del 16.1.1603: Oeuvres d'Annecy, t. XII, 169.

Bibl. Opere: P. Gallini (cura di), La Regola di vita spirituale, Roma 1938. Studi: A. Beguin, L. de Blois. L'impaziente, Milano 1949; J. Lanczkowski, s.v., in WMy, 66; A. Mancone, s.v., in EC II, 1721 1723; P. de Puniet, La place du Christ, la contemplation, l'union à Dieu selon la doctrine de L. de Blois, in ViSp 21 (1919 1920), 386 403; 22 (1920 1921), 112 167; Id., s.v., in DSAM I, 1730 1738; L.H. Vos, Louis de Blois, abbé de Liessies (1506 1566), Paris Turnhout 1992; B. Wilberforce - R. Hudleston, The Works of Louis de Blois, Condres, 1925 26.

Autore: A. Pedrini
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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