Basilio Magno
Autore: R.M. Russo
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)Si distingue anche per la carità realizzando un complesso d'istituzioni assistenziali per chiunque ne avesse bisogno. Muore il primo gennaio del 379. Gli scritti di B. possono essere divisi in: teologico polemici (Contro Eunomio, Dello Spirito Santo, vari Discorsi e Omelie); esegetici (Omelie sull'Esamerone, Sui Salmi, Commento a Isaia che, probabilmente, non è suo); morali (vari Discorsi e Omelie); ascetici (Regole morali, Piccolo e Grande Ascetikon); epistole (oltre trecento Lettere).
II. Dottrina spirituale. Il fine dell'esistenza umana non è altro che Dio, il primo e il più perfetto dei beni (cf Sui Salmi 1,3; 33,7; 114,1). È per questo che Dio dev'essere cercato in ogni cosa e prima di ogni cosa. Per fare questa ricerca è necessario allenarsi. Dice B.: « L'atleta si mette in mostra per la sua prestanza, per il suo colorito; e il cristiano mostra con la magrezza del suo corpo e il pallore che fiorisce nell'enkráteia che egli è veramente un atleta nella via dei comandamenti del Cristo » (Regole diffuse 17,2). B. ammira il cosmos - infatti il suo Esamerone non è solo una descrizione dell'universo, ma è una pia meditazione - però considera il corpo come somasema, con Platone, e come un ingombrante peso, con Plotino. Da qui la rinuncia ai piaceri sensuali e, in una visione più ampia, la rinuncia a quei legami che provengono dal corpo. È questo il centro dell'ascesi di B.: « Essa permetterà alla libertà di fiorire per compiere tutti i comandamenti del Cristo formulati nella Scrittura » (L. Bouyer). Si diventerà perfetti quando ci si sarà rivestiti di Cristo (cf Comm. a Is. 5, 176). In Cristo e per Cristo cantiamo la gloria del Padre, poiché egli è nostro modello di vita. Da questa conoscenza scaturisce per noi un'esigenza: seguire il Cristo, imitarlo non solo nella sua vita, ma anche nella sua morte, per poter, poi, risorgere con lui dai morti (Dello Spirito Santo 15,35). La conformazione a Cristo nella pienezza dell'amore si ha per mezzo dello Spirito Santo: « La rinnovazione si compie in noi per mezzo dello Spirito Santo » che, inoltre, ci fa giungere alla « celeste conversazione » (Ibid.). Infatti: « La nostra mente, illuminata dallo Spirito Santo, si fissa nel Figlio e nel Figlio, come in immagine viva, vede il Padre » (Dello Spirito Santo, 24,57). « Per l'illuminazione dello Spirito Santo... contempliamo lo splendore e la gloria di Dio: per la carità siamo portati a colui del quale è carattere e uguale sigillo » (Ibid. 26,64). Si entra, così, nella vita trinitaria partecipando della carità vivificante. E come Dio si fa conoscere al cuore di coloro che lo amano (cf Sui Salmi, 33,6) così la ricchezza di trasformazione e di illuminazione è diversa: « Perché a tutti è presente lo Spirito Santo, ma comunica una particolare virtù a coloro che vivono in purezza d'affetti » (Comm. a Is. proemio, 3).
Bibl. R. Albrecht, s.v., in WMy, 46 47; G. Bardy, s.v., in DSAM I, 1273 1283; L. Bouyer, La spiritualità dei Padri, 3B. Monachesimo antico e Padri, Bologna 1986; J. Gribomont, Basilio di Cesarea di Cappadocia, in DPAC I, 491 497; M. Pellegrino, Letteratura greca cristiana, Roma 19833; J. Quasten, Patrologia. II: dal Concilio di Nicea a quello di Calcedonia, Casale Monferrato (AL) 1973; S. Rendina, La contemplazione negli scritti di s. Basilio Magno, in Studia monastica, 4 (1962), 237 339; C. Sorsoli - L. Dattrino, s.v., in DES I, 273 278; T. Spidlík - I. Gargano, La spiritualità dei Padri greci e orientali, Roma 1983.