Barelli Armida


I. Cenni biografici. Nasce a Milano il 1 dicembre 1882 da un'agiata famiglia di mentalità liberale, non ostile alla Chiesa ma lontana dalle pratiche religiose. Nel 1909 si consacra a Dio in forma privata e l'anno dopo incontra P. Agostino Gemelli: è l'inizio di un'interrotta e multiforme collaborazione. Con lui organizza la consacrazione dei soldati italiani al S. Cuore durante la Prima Guerra Mondiale. Nel 1918, per incarico del papa Benedetto XV fonda la Gioventù Femminile di Azione Cattolica in tutte le diocesi d'Italia. Nel 1919, dà concretezza a una forma di consacrazione, da tempo prefigurata da P. Gemelli, per i laici: vivere la speciale consacrazione a Dio, senza vita comune, restando inseriti nelle strutture della società per animarle dal di dentro. Dal piccolo nucleo di francescane riunite in Assisi nel 1919 si svilupperà l'Istituto Secolare delle Missionarie della Regalità di N. S. Gesù Cristo. Nel 1921 P. Gemelli fonda l'Università Cattolica del Sacro Cuore e la B. ne è confondatrice e cassiera. Nel 1929, inaugura, con il beneplacito di Pio XI, l'Opera della Regalità di N. S. Gesù Cristo: sente l'urgenza di diffondere la spiritualità cristocentrica e un'approfondita catechesi liturgica. Affida la direzione dell'ente a P. Gemelli. Negli anni Trenta, organizza la Settimana della Giovane per studentesse e lavoratrici. Tale iniziativa viene svolta in quasi tutte le città d'Italia su problemi vocazionali o di preparazione alla famiglia, al lavoro, ai doveri professionali, civili, sociali, politici, sempre nell'ottica di un cristianesimo vissuto. Nel 1945 si adopera perché sia concesso il voto alla donna rivendicandone la parità dei diritti civili e politici. Nel 1948 lavora intensamente per l'affermazione delle forze di ispirazione cristiana in campo politico. Nel 1949 è colpita da una grave infermità che le toglie la voce. Muore il 15 agosto del 1952.

II. Esperienza spirituale. Una delle caratteristiche più spiccate della personalità della B. è la fede profonda, immediata, operosa, che si allarga in una visione teocentrica e cristocentrica dell'universo, della storia e della vita. La sua originalità è data dalla preghiera continua nell'azione, perciò in lei tutto è ordinato ad una trasparente familiarità con il Signore.

La sua spiritualità è di stile francescano, avendo ella fatto del Cristo povero e crocifisso il punto di riferimento della sua esistenza, della sua attività e del suo cammino interiore. La preghiera è il tessuto connettivo della sua vita, una preghiera prevalentemente contemplativa, fatta di ringraziamento e di adorazione. « A me piace - scrive in una lettera del 1911 - l'atto dell'anima che considera la maestà, la grandezza infinita di Dio sempre dovunque presente e che, davanti all'abisso delle perfezioni divine, si sprofonda nell'abisso del proprio nulla. Ma noi uomini abbiamo bisogno di parlare a Dio fatto uomo, di stringerci a lui, di faticare sotto il suo sguardo, di riposare sul suo cuore ».

Nella preghiera è come assorbita dalla presenza di Dio al punto tale da non avere altro scopo, come filo conduttore di ogni sua azione, che la gloria di Dio. La preghiera, dice citando s. Bonaventura, è il gemito dell'anima bisognosa, il gemito dell'anima dolorante, il gemito dell'anima amante che trova riposo solo nel Sommo Bene. E convinta che la sofferenza sia un dono del Padre celeste, come mezzo per essere uniti alla passione di Cristo, perciò è da lei offerta in spiccata testimonianza d'amore.

Riesce sempre a tener presente, nella vasta gamma delle sue attività, il senso della Chiesa e il senso della storia e sa armonizzare nella sua vita natura e fede, lavoro e preghiera, azione e contemplazione, spirito di iniziativa, creatività e piena obbedienza e fedeltà al Magistero. Vive il quotidiano senza apparenti tratti mistici, tuttavia si registrano nella sua vita alcuni episodi del tutto singolari che si potrebbero addebitare all'irruzione del soprannaturale in momenti particolari della sua esistenza. Nel libro da lei scritto La nostra storia racconta, di sfuggita, che dovendo attraversare il Po su una passerella (dopo i bombardamenti del 1945) è aiutata e accompagnata da una donna che misteriosamente scompare alla fine del tragitto.
A la Verna un giorno fu come abbagliata da una visione: le sembrò di vedere una folla incalcolabile di giovani donne che la seguivano. Probabilmente, in quei momenti si rese del tutto disponibile al disegno che Dio andava dispiegando nella sua vita: divenire nel sacrificio di sé docile strumento per una più vasta ed efficace partecipazione del laicato alla missione ecclesiale.

Bibl. Opere: La nostra storia, Milano 1973; La sorella maggiore racconta, Milano 1981. Studi: Aa.Vv., L'opera della Barelli nella Chiesa e nella società del suo tempo, Roma 1983; Aa.Vv., Armida Barelli nella società italiana, Roma 1983; D. Barsotti, Armida Barelli nella Chiesa italiana, in Aa.Vv., Armida Barelli. Spiritualità e impegno per l'Istituto Benedetto XV in Cina, Milano 1997; M. Sticco, Armida Barelli, in Aa.Vv., Testimoni dello Spirito, Milano 1980, 20 27; Ead., Una donna tra due secoli, Milano 1983.


Autore: A. Miceli
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)
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