Eletti


È il gr. *** (= ebr. behirim); indica in genere coloro che Dio prescelse per i suoi favori materiali o spirituali. Motivo dell'elezione non sono i meriti o le qualità degli e., ma unicamente la bontà e la liberalità di Dio; questa elezione poi impegna l'eletto ad una maggiore perfezione morale.
Nell'Antico Testamento "eletti" sono gl'Israeliti (popolo "eletto") e specialmente: 1° il popolo d'Israele, da Dio scelto fra gli altri popoli, ricolmato di ogni sorta di beni, salvato dall'oppressione egiziana ed a Lui legato da un patto solenne (Ex. 19, 4-9; Deut. 4, 37; 7, 6 ss.); 2° gli Israeliti rimasti fedeli a questo patto durante le prove, particolarmente dell'esilio (Tob. 13, 9) e che ritorneranno a Dio e formeranno in avvenire un popolo rigenerato, legato a Lui da un nuovo patto (Is. 65, 9.15.23); però in confronto a tutto il popolo di Israele questi saranno solo un «piccolo resto» (Is. 65, 8; Mt. 20, 16; Rom. 9, 27 ss.; 11, 5).
Nel Nuovo Testamento indica tutti i membri della Chiesa cristiana considerata come la continuazione naturale del popolo d'Israele fedele a Dio, ed equivale al termine "chiamati", quando questo ha per oggetto la fede in Cristo.
Sono 1° tutti i membri della Chiesa sulla terra, ogni battezzato scelto da Dio per aver parte alla salvezza operata da Cristo ed alla sua stessa gloria (2Ts. 2, 13· s.; 2Tim. 2, 10; 1Pt. 2, 9 ss.); questa elezione è fatta "ab aeterno" e non richiede la discendenza carnale da Abramo, ma è puro effetto della gratuita benevolenza divina (Rom. 9, 9-26; Eph. 1, 4); per tutti i battezzati Dio ha pronta dall'eternità una serie di grazie che va dalla chiamata o elezione alla glorificazione (Rom. 8, 28-33); impegna però all'esercizio delle virtù, per. ché tale scelta (o vocazione) da parte dell'uomo non è inammissibile (Col. 3, 12-17;; 2Pt. 1, 10 s.); 2° e quindi i membri gloriosi della Chiesa celeste, i "benedetti del Padre" (Mt. 25, 34). In passato, ammessa comunemente la distinzione tra chiamati ed e., si cercò, in rapporto alla salvezza eterna, di restringere il numero di quest'ultimi, dando ad alcune frasi evangeliche (ad es. Lc. 13, 23 s.; Mt. 7, 13 s., ecc.), un'interpretazione severa, estensiva e generale, che esse non hanno.
Così per Mt. 20, 16; 22, 14 «molti (= tutti) i chiamati, ma pochi gli e.»: frase che è la conclusione delle parabole precedenti, riguardanti i soli Giudei, i quali tutti furono invitati da Gesù ad entrare nel suo regno, ma purtroppo pochi furono quelli che accolsero l'invito (Mt. 22, 1-10), e con preferenza delle categorie inferiori (peccatori, pubblicani) sulle classi dirigenti (sacerdoti, farisei, scribi: cf. Mt. 21, 31 ecc.).

[L. V. - F. S.]
BIBL. - A. MICHEL, in DThC, IV, coll. 2355-64; H. LESÈTRE, in DB, II, coll. 1708-12; J. LAGRANGE, Epitre aux Romains, Paris 1931, pp. 213-23, 244-48; M. BRUNEC, Multi vocati, pauci electi, in VD, 26 (1948) 88-97; H. H. ROWLEY, The Biblical Doctrine of Election, Londra 1950.


Autore: Padre Luigi Vagaggini; Mons. Francesco Spadafora
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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