Elemosina
Autore: Mons. Francesco Spadafora
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco SpadaforaL'insegnamento di Gesù ben può dirsi sintetizzato nella formulazione della norma che egli, supremo giudice, seguirà nel giudicarci: «Ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete, e mi deste da bere; ero forestiero e mi ricoveraste... Quanto avete fatto a uno dei più piccoli tra questi miei fratelli, l'avete fatto a me». La stessa norma, per punire gl'iniqui (Mt. 25, 31-46). Questa visione soprannaturale (il bisognoso, immagine di Dio, rappresenta lo stesso Gesù), e solo essa, conferisce alla nostra beneficenza un valore meritorio di vita eterna. Gesù ha inculcato tale scopo, e la delicatezza nella e. (cf. Mt. 6, 1-4; 10, 41 s., ecc.).
L'e. va fatta pertanto con amore e per amore (I Cor 13, 3; cf. Iac. 1-2 ecc.); coloro che la praticano diventano figli dell'Altissimo (Lc. 6, 35).
La prima comunità cristiana, a Gerusalemme, dette al riguardo un magnifico esempio (At. 4, 34; 9, 36). L'apostolo della carità, s. Giovanni, sintetizza l'insegnamento evangelico: «Da questo noi conosciamo l'amore...: Gesù sacrificò la vita per noi, e anche noi dobbiamo sacrificare la nostra per i fratelli. Se qualcuno poso siede i beni del mondo e vede il suo fratello che ha bisogno e gli chiude il proprio cuore, com'è possibile che l'amor di Dio dimori in lui? Figlioli, non amiamo a parole... ma a fatti e in verità» (I Io. 3, 16 ss.).
[F. S.]
BIBL. - P. DE AMBROGGI, Le epistole cattoliche. 2a ed., Torino 1949, pp. 59 55. 251 ss.; G. PRIERO, Tobia, 1953, pp. 42 s. 126 s.