Antonio dello Spirito Santo
Autore: S. Giordano
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)L'opera cui deve la sua fama è il manuale di teologia mistica che inizia a scrivere nel 1670 su commissione del Capitolo generale celebrato in quell'anno a Pastrana, nell'ambito di una politica tendente a dotare le case di studio dell'Ordine di una serie di strumenti che possano servire come testi di riferimento. Alla fine del 1671 la stesura è terminata e all'inizio del 1673 l'opera è pronta per la stampa, avendo ottenuto i necessari permessi delle diverse censure. Essa, però, vede la luce solo nel 1676 a Lione con il titolo: Directorium mysticum, in quo tres difficillimae viae, scilicet purgativa, illuminativa et unitiva undique illucidantur.
II. Dottrina mistica. Il manuale di A. è una delle principali opere sistematiche di mistica apparse nella seconda metà del sec. XVII. I quattro trattati di cui è composto sviluppano successivamente le questioni relative alla teologia mistica in generale ed alle tre vie classiche, purgativa, illuminativa ed unitiva, che corrispondono ai tre gradi di principianti, proficienti e perfetti. Sue fonti di ispirazione sono la dottrina di Teresa di Gesù e di Giovanni della Croce; utilizza, inoltre, gli scritti di Giovanni di Gesù Maria, Tommaso di Gesù e José de Jesús María Quiroga ( 1628). Particolare predilezione dimostra per la Summa Theologiae Mysticae di Filippo della SS.ma Trinità e per le opere del domenicano Tomás de Vallgornera ( 1675). Assieme a Filippo della Trinità, A. afferma che la meditazione ha come termine e fine intrinseco la contemplazione, per cui i principianti non devono limitarsi a meditare, ma piuttosto aspirare alla contemplazione soprannaturale. Nel cammino spirituale, il soggetto passa dalla ricerca intellettiva all'operazione quieta del giudizio pratico, cioè allo sguardo di fede semplice e generale - preludio all'illuminazione divina -, la quale avviene quando egli ha posto fine ad ogni attività discorsiva. L'uomo ha, comunque, bisogno di disporsi a ricevere la luce divina rimuovendo i due ostacoli principali che vi si oppongono: le forme e le rappresentazioni di oggetti naturali e sensibili e l'operazione attiva e discorsiva dell'intelligenza. Questo processo di semplificazione altro non è se non il semplice sguardo di fede. In ogni caso, la contemplazione resta un dono gratuito che Dio accorda a chi vuole, concedendola a volte agli imperfetti e negandola ai perfetti.
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