Angela da Foligno


I. Cenni biografici. Non si hanno certezze sulla data di nascita di A. Sposatasi, ha dei figli. Verso il 1285, si verifica la sua conversione ad un'autentica vita cristiana, nel sacramento della penitenza, nella Cattedrale di Foligno. Rimasta sola, inizia l'esperienza di penitente, che condivide con una certa Masazuola. Durante un pellegrinaggio ad Assisi, al termine di un'esperienza mistica, esce in grida d'amore, all'ingresso della Basilica superiore di San Francesco. All'evento è presente frate A., suo parente e consigliere, che, tornato a Foligno, la costringe a rivelargli i suoi segreti. Nasce così il Memoriale, a cui si aggiungono, anno dopo anno, altri documenti; insieme costituiscono Il libro della beata Angela da Foligno. Angela muore il 4 gennaio 1309. Il processo di canonizzazione è in corso.

II. L'esperienza mistica di A. da Foligno, magistra theologorum, entrata nel Terz'Ordine francescano verso il 1291, ci è nota grazie ad importanti documenti di un dossier che ha avuto una buona tradizione manoscritta e una notevole fortuna editoriale, anche se per secoli in una trascrizione rimaneggiata (solo negli ultimi settant'anni M. Faloci Pulignani, M. J. Ferré, P. Doncoeur, L. Thier e A. Calufetti hanno lavorato per risalire al testo latino autentico, il più vicino possibile alla primissima stesura irrimediabilmente perduta; molti problemi, comunque, restano aperti, tanto che si può parlare di questione angelana).

Di tale esperienza, che assicura ad A. un posto di prestigio nel movimento penitenziale medievale e nella storia della mistica occidentale, si può tentare una sintesi, a partire dal Soggetto che di volta in volta ne fu la causa.

Si ha così l'esperienza trinitaria (« A me sembra di stare e di giacere in mezzo a quella Trinità che vedo con tanta tenebra », tr. S. Andreoli, p. 139), e in particolare, quella del Padre (« Dopo contempla Dio in una tenebra, perché egli è un bene più grande di quanto si possa pensare... », p. 136), quella del Figlio (« Vidi e sentii che Cristo abbracciava in me l'anima con quel braccio che era stato fissato alla croce..., p. 102) e quella dello Spirito Santo (« Non posso neppure valutare quanto fosse grande la gioia e la dolcezza che gustai, soprattutto quando affermò: Io sono lo Spirito Santo e sto dentro di te », p. 62).

Altre esperienze mistiche fanno riferimento a Maria (« Una volta improvvisamente la mia anima fu rapita... e contemplai la beata Vergine nella gloria », p. 114), agli angeli (« Allora gli stessi santissimi angeli, procurandomi un piacere meraviglioso, mi dissero: O tutta piacevole e gradita a Dio, ecco il Dio e Uomo ti è stato portato e l'hai qui. Ti è stato dato, anche perché tu possa mostrarlo e offrirlo agli altri », p. 243) e a Francesco d'Assisi (« In quella circostanza mi furono rivolte queste parole: Io sono Francesco, mandato da Dio. La pace dell'Altissimo sia con voi », p. 146). Va anche detto che l'esperienza mistica di A. conobbe un significativo sviluppo e che in vari modi la Folignate raggiunse la certezza della presenza di Dio in lei.

In merito a questa forma di esperienza (che non fu la più alta e intensa, dalla conversione fino al 4 gennaio 1309, giorno della morte), dopo aver superato molte difficoltà connesse con l'ineffabilità del mistico contatto con Dio, dichiara: « Ancora in molti altri modi, di cui non si può dubitare, l'anima comprende che Dio è in lei. Il primo è l'unzione... L'altro modo... è il suo abbraccio. Non si può pensare che una madre stringa a sé il figlio o che una persona di questo mondo ne abbracci un'altra con lo stesso amore con cui Dio abbraccia indicibilmente l'anima » (p. 120).

Poco prima la Poverella ne aveva elencati e descritti altri quattro; a conclusione del suo discorso, però, « ...fece notare che i modi in cui l'anima capisce che senza dubbio Dio è in lei sono così numerosi che in nessuna maniera potremmo indicarli tutti » (p. 122).

III. Mistica francescana. In quale rapporto si pone con il messaggio evangelico l'esperienza della Folignate, che affonda le sue radici nella tradizione francescana? Almeno quella che viene descritta nel Memoriale, prima parte del dossier, è con essa in piena corrispondenza. Nel Prologo, infatti, si legge: « L'esperienza di quelli che sono veramente fedeli prova, conferma e illustra, riguardo al Verbo della vita che si è fatto uomo, queste parole del Vangelo: Se uno mi ama osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui (Gv 14,23). Chi mi ama io mi manifesterò a lui (Gv 14,21b) ».

L'autore del documento, frate A., annota: « Dio stesso fa sì che i suoi fedeli facciano in modo pieno tale esperienza e sviluppino la riflessione su di essa. Anche recentemente ciò ha permesso che una delle sue fedeli manifestasse in qualche maniera, per la devozione dei suoi, tale esperienza e riflessione... ». La chiave di lettura della parte principale del Libro, suggerita dal redattore stesso è, dunque, evangelica; di conseguenza i passi - trenta, condensati da frate A. in ventisei - della prima fase dell'esperienza di A., iniziata dal disagio interiore per la situazione di peccato, sviluppatasi nella conversione del 1285 ca. e culminata in eventi mistici eccezionali, vanno letti come conferma delle promesse di Gesù Cristo. La stessa cosa ci pare si possa dire degli sviluppi della medesima esperienza, documentati da testi molto densi della seconda parte del dossier, redatti dai discepoli della Poverella.

IV. L'attualità dell'esperienza mistica della Folignate, realizzatasi in tempi difficili, segnati dall'eresia dello Spirito di libertà e da accese polemiche tra francescani sulla povertà, è incontestabile. Innanzitutto perché si dimostra capace di risvegliare quella coscienza dell'universale chiamata all'intima comunione con Dio, di cui parla il CCC (n. 2014); lungo i secoli si era affievolita, ma ora si va irrobustendo, anche attraverso l'influsso delle folgoranti confessioni dei grandi mistici. Inoltre, tale esperienza rivela tutto il suo fascino di dono mirabile di Dio, indipendente dagli sforzi o artifici umani, e di convincente prova della incessante e sorprendente azione divina nell'uomo.

Infine, associata alla dottrina esposta in alcuni documenti del Libro, successivi al Memoriale (stesi da frate A. e da altri), la ricca esperienza della Poverella, « vera maestra di vita spirituale » (Giovanni Paolo II, 20 giugno 1993), è in grado di contribuire a dare un sapore nuovo alla teologia, oggi più attenta alle testimonianze dei mistici, e di stimolare la riflessione degli uomini di cultura, in particolare di quelli interessati ai problemi del linguaggio.

Bibl. Lasciando da parte quanto è stato pubblicato prima dell'edizione critica del dossier angelano (L. Thier - A. Calufetti, Il libro della beata A. da Foligno, Ed. Collegii S. Bonaventurae ad Claras Aquas, Grottaferrata [RM] 1985), senza con questo sottovalutarne l'importanza, segnaliamo le traduzioni integrali condotte su di essa: Il libro della beata A. da Foligno, Intr., trad. e note di S. Andreoli, Cinisello Balsamo (MI) 19962; Angela of Foligno, Complete Works, translated, with an introduction by P. Lachance, preface by R. Guarnieri, New York Mahwah 1993; Le livre d'Angèle de Foligno, tr. J. F. Godet, prés. P. Lachance et Th. Matura, Grenoble 1995; Angela de Foligno, Libro de la vida, tr. T.H. Martin, Salamanca 1991 e una versione parziale (Angela da Foligno, Il libro dell'esperienza, a cura di G. Pozzi, Milano 1992), basata sul ms 324 di Assisi (PG). Per gli studi ci limitiamo a elencare i volumi di specialisti (P. Lachance, Il percorso spirituale di A. da Foligno, tr.it., Milano 1991; A. Calufetti, A. da Foligno mistica dell'« Ognibene », Milano 1992; D. Alfonsi, La figlia dell'estasi. Biografia spirituale della beata Angela da Foligno, Padova 1995; S. Andreoli, Angela da Foligno, maestra spirituale, Roma 19962; L. Radi, Angela da Foligno e l'Umbria mistica del secolo XIII, Padova 1996) e gli atti di due convegni internazionali (C. Schmitt [a cura di], Vita e spiritualità della beata A. da Foligno, Perugia 1987; E. Menestò [a cura di], Angela da Foligno terziaria francescana, Spoleto [PG] 1992), rimandando alle nostre bibliografie pubblicate da L'Italia Francescana 60 (1985), 75 92; 63 (1988), 185 200, e a quelle curate da riviste specializzate (Bibliografia Storica Nazionale, International Medieval Bibliography, Bibliographia Franciscana, Bibliografia Umbra), oltre che agli elenchi inseriti nei volumi già citati. Per la conoscenza della tradizione manoscritta sono fondamentali le pp. 51 73 dell'edizione critica; alla lista, comunque, vanno aggiunti i seguenti manoscritti: 1110 di Camaldoli; 22 (III S 2 26) di Camerino; Magliabechiano Cl. XXXVIII; 122 di Firenze; A.VII.13 di Foligno; 966 di Padova; 263 di Toledo; It., Z 11 di Venezia; I 115 Inf. di Milano; V.H.386 di Napoli; C.S.D. VII. 886 di Firenze; Laudiamo Lat. 46 di Oxford.


Autore: S. Andreoli
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)
Visite: 200