Abele
Autore: P. Grelot
Fonte: Dizionario di Teologia Biblica2. Figura di Gesù. - Questa legge di un mondo duro troverà la sua suprema applicazione nel caso di Gesù. Lui, il santo e il giusto (Atti 3, 14) si vedrà messo a morte dai suoi correligionari. Sommo delitto! Così «tutto il sangue dei giusti sparso dal sangue di Abele il giusto fino a quello di Zaccaria, assassinato tra il santuario e l‘altare, ricadrà su questa generazione omicida» (Mt 23, 35 s). Questa fosca prospettiva non si riferisce soltanto al caso particolare dei capi giudei, responsabili della morte di Gesù; si estende al mondo intero, visto che si ritrovano ovunque degli innocenti messi a morte: il loro sangue versato esige la vendetta del sangue (Apoc 16, 6; 18, 24). Tuttavia, di fronte a questa voce che grida vendetta, c‘è un altro sangue, più eloquente di quello di Abele: il sangue purificatore di Gesù (Ebr 12,24). Questo invita Dio al perdono: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno» (Lc 23, 34). La situazione creata dall‘assassinio del giusto Abele si è quindi ripetuta in Gesù, il giusto sofferente per eccellenza. Ma Abele, contrariamente a Caino, che rappresenta per noi la drammatica assenza della carità nel cuore umano (1 Gv 3, 12), rimane il prototipo della rettitudine interiore, della fede che conduce alla giustizia; ed è per questo che, morto, parla ancora (Ebr 11, 4).