Tre teologi


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Quelli che in Oriente sono ritenuti i teologi per eccellenza: san Giovanni Evangelista, san Gregorio Nazianzeno (329?389) e san Simeone il nuovo teologo (949?1022). a) Il Vangelo di Giovanni è una contemplazione orante della gloria di Dio rivelata e sperimentata in Cristo, Figlio di Dio (Gv 20,31). Il Vangelo di Giovanni è il più profondo dei quattro Vangeli. L'autore del quarto Vangelo è stato tradizionalmente identificato con Giovanni, figlio di Zebedeo (cf Gv 21,2) e col discepolo « che Gesù amava » (Gv 13,23; 19,26?27; 20,2?8; 21,7.20?24). b) San Gregorio Nazianzeno partecipò al secondo concilio ecumenico, il Costantinopolitano I (381). Divenne vescovo di Costantinopoli durante il concilio, ma qualche tempo dopo rassegnò le dimissioni e si ritirò a Nazianzo, nella Cappadocia. I suoi scritti comprendono: « Cinque orazioni teologiche », in cui difese la divinità dello Spirito Santo; molti poemi e varie lettere contro l'apollinarismo. c) San Simeone il nuovo Teologo (949?1022) dopo essere entrato nel monastero costantinopolitano di Studios, lasciò quella che secondo lui era una comunità di religiosi rilassati per farsi monaco e per venticinque anni fu superiore del monastero di san Mammas, esso pure a Costantinopoli. Considerato il più grande teologo mistico della Chiesa bizantina, diede un contributo originale nel modo con cui comunicò le proprie esperienze di Dio in inni e poesie basati sul tema della deificazione. Cf Apollinarismo; Concilio Costantinopolitano I; Deificazione; Dottore della Chiesa; Filocalìa; Padri Cappadoci; Teologia giovannea.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)