Teologia naturale


La disciplina che tratta della conoscenza di Dio in base alla sola ragione (cf Sal 19,1?4; Sap 13,1?9; At 14,17; 17,22?31; Rm 1,18?23; 2,14?15). Sviluppata da san Tommaso d'Aquino (circa 1225?1274), la teologia naturale fu criticata al tempo dell'Illuminismo quando venne contestata la validità degli argomenti riguardanti l'esistenza di Dio. Il Concilio Vaticano I definì che « Dio, principio e fine di ogni cosa, può essere conosciuto con certezza con la luce naturale della ragione umana a partire dalle cose create » (DS 3004; FCC 1.061; cf DV 6). Il Concilio affermò la possibilità (« può essere conosciuto »), ma non indicò le vie per conoscere Dio (Con prove logiche? Per intuizione? Per esperienza mistica?) e non ha inteso dire che qualcuno abbia effettuato tale possibilità senza l'aiuto nascosto della grazia. Karl Barth (1886?1968) e altri esponenti della teologia dialettica escludono energicamente qualsiasi tipo di teologia naturale per il fatto che il peccato avrebbe reso l'intelletto umano totalmente incapace di conoscere Dio con le sole sue forze. La teologia naturale è stata prevalentemente praticata da credenti cristiani. Anche se prescindono da quanto conoscono attraverso la rivelazione, nondimeno sollevano questioni intorno a Dio che presuppongono una familiarità previa alle risposte. Infine, un approccio di teologia puramente naturale presenta una visuale astratta e filosofica dell'umanità, totalmente differente dalla visuale concreta dell'umanità peccatrice come si trova nelle teologie della storia della salvezza. Il Concilio Vaticano II stabilì la conoscenza, di Dio attraverso il creato (e quindi la teologia naturale) all'interno del contesto della storia della rivelazione e della salvezza (DV 2?6). Cf Argomenti per l'esistenza di Dio; Cinque vie (Le); Illuminismo; Storia della salvezza; Teodicea; Teologia; Teologia dialettica.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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