Documenti Pontifici


I d. pontifici riguardanti la S. Scrittura, dapprima piuttosto rari, si sono moltiplicati, in relazione con gli errori dei protestanti e dei modernisti. Qui fermiamoci alle quattro grandi encicliche: Providentissimus di Leone XIII, Spiritus Paraclitus di Benedetto XV, Divino afflante Spiritu e Humani generis di Pio XII. V. per altre decisioni, Commissione biblica.

1. Enc. Providentissimus, 18 nov. 1893: ASS, 26 (1893 s.) 269-92. È la Magna Carta degli studi biblici; ne traccia le linee fondamentali programmati che, difende l'inerranza biblica (che la cosiddetta "école large" tentava di limitare al solo campo religioso), richiamando il vero concetto di ispirazione, secondo i principi di s. Tommaso. L'esegeta assuma tutti gli strumenti che il razionalismo adopera per demolire il soprannaturale: critica letteraria, testuale, storica; principalmente abbia familiare la filologia e l'archeologia; e badi al genere letterario. La soluzione delle difficoltà proposte contro l'inerranza non va cercata in scappatoie dogmaticamente erronee: ad es. restringendo l'ispirazione o l'inerranza alle parti dottrinali ; ma nel concetto esatto di ispirazione (v.); evitando la nociva confusione tra ispirazione e rivelazione; e applicando integralmente le regole dell'ermeneutica (v.) cattolica.

2. Enc. Spiritus Paraclitus, 15 sett. 1920: AAS, 12 (1920) 385-422. Scritta per il 15° centenario dalla morte di s. Girolamo, è come la continuazione della Providentissimus, di cui ribadisce i principi a difesa dell'autorità della Bibbia contro razionalisti, modernisti e certe teorie erronee di alcuni cattolici, basandosi sulla vita e gli scritti del sommo degli esegeti.
La prima parte ne dà i cenni biografici con particolare risalto ai lavori intorno al testo sacro. La seconda parte ne espone il pensiero sulla verità della Scrittura, fondato sulla natura dell'ispirazione, che è collaborazione di un uomo con Dio come suo libero strumento per la produzione di uno scritto, che pertanto è assolutamente privo di errori. Tale dottrina non è salvaguardata da quanti, fondandosi a torto su alcune parole di s. Girolamo e della Providentissimus, distinguono nella Bibbia un elemento primario (religioso) e uno secondario (profano), una verità assoluta e una relativa, secondo le teorie delle "apparenze storiche", delle "citazioni (v.) implicite", ecc.; o sostengono in particolare che il 4° vangelo contiene le parole di Gesù, ma già alterate dalla catechesi primitiva, o con essa mescolate in modo che ormai sarebbero irriconoscibili. S. Girolamo ha dato inoltre esempio di assiduo studio e grande amore alla parola divina e delle disposizioni necessarie ad interpretarla bene. Ne ricercava specialmente il senso letterale, base indispensabile del senso tipico ed edificante, secondo l'esempio di Gesù e degli Apostoli.
La terza parte espone i frutti che s. Girolamo ricavò dallo studio della Bibbia: nutrimento spirituale, amore alla Chiesa, zelo per difendere la verità, diffondere la virtù ed arginare il vizio, e soprattutto l'amore a Cristo, centro della Scrittura, e alla SS. Vergine. Le sue reliquie, presenti in Roma, parlano ancora ai cristiani di oggi, ricordando i suoi moniti ed esempi.

3. Enc. Divino afflante Spiritu, 30 sett. 1943: AAS, 35 (1943) 297-326 (trad. ital. ibid., 327-51). Fu pubblicata durante la seconda guerra mondiale, per il 50° della Providentissimus, di cui è come il complemento, e traccia un programma di studi biblici per il nostro tempo, con importanti precisazioni sul valore e l'uso dei testi originali, sul decreto tridentino per l'autenticità della Volgata, sulla strumentalità dell'agiografo nell'ispirazione, sui generi letterari presenti nella Bibbia, sempre con un tono di fiducioso ottimismo e improntata a sana modernità.
La prima parte (storica) riconferma i punti salienti della Providentissimus e rileva l'intensificata cura degli ultimi Papi per gli studi biblici, cui la corrispondenza degli studiosi cattolici ha impresso notevole impulso.
Come si deve impostare oggi lo studio della Bibbia è indicato nella seconda parte (dottrinale). I sussidi per uno studio proficuo sono aumentati e migliorati: è doveroso approfittarne per possedere bene le lingue bibliche e con l'aiuto della critica testuale determinare il tenore esatto della parola di Dio. Il decreto sull'autenticità della Volgata (v.) è fuor di causa, in quanto aveva per oggetto le traduzioni latine allora esistenti, delle quali sanciva l'autenticità giuridica. Nell'esegesi va cercato specialmente il senso letterale, procurando di mettere in rilievo la dottrina teologica, per così reagire ai fanatici del senso spirituale, da affermarsi solo quando risulta positivamente che Dio l'ha inteso (cf. la Lettera della Pont. Commissione Biblica all'Episcopato italiano, 20 ag. 1941: AAS, 33 [1941] 463-72). Ad afferrare il pensiero esatto dell'agiografo giova assai conoscere le circostanze concomitanti la sua attività; studiare con speciale attenzione i generi letterari che egli poté usare, esprimendosi in maniera a noi forse inconsueta, ma senza offendere minimamente la verità. Molte difficoltà sono oggi felicemente risolte: quelle che rimangono sono affidate allo studio accurato degli esegeti; anche se di alcune non si troverà forse mai la soluzione adeguata, come succede anche nelle altre scienze. I loro tentativi saranno seguiti con materna comprensione dalla Chiesa, la quale ama lasciare piena libertà di ricerche per favorire il progresso scientifico. Ma lo scopo ultimo della parola di Dio è il vantaggio spirituale; perciò i pastori di anime ne promuoveranno la diffusione in ogni modo; già fin dagli anni della preparazione al sacerdozio è necessario un insegnamento biblico adatto ed accurato.

4. Enc. Humani generis, 12, ag. 1950: AAS, 42 (1950) 561-78 (trad. ital. su La Civiltà Cattolica, 101 [1950], vol. III, pp. 453-73). Si inizia con le stesse parole dell'enciclica di Benedetto XV sulla sacra predicazione (15 giugno 1917: AAS, 9 [1917] 305.17), ma intende portare rimedio fin dagli inizi ad «alcune false opinioni che minacciano di sovvertire i fondamenti della dottrina cattolica», tutte nate da un certo favore per i principi delle dottrine evoluzionistiche. Nel settore degli studi biblici l'enciclica esclude la distinzione fra senso umano (talvolta fallibile) e senso divino (sempre infallibile), e riprova l'esegesi simbolica (o spirituale) che non tenga nel debito conto il senso letterale (cf. Rivista Biblica, 1 [1953] 71-78). Non ci può essere urto tra scienza e fede; ma ben diversa è la considerazione che va data a delle semplici ipotesi scientifiche. Così, mentre allo stato attuale delle varie scienze l'ipotesi evoluzionistica sull'origine del corpo umano (v. Adamo) può essere oggetto di prudenti ricerche da parte degli specialisti in materia, non appare come si possa conciliare col dogma del peccato originale l'ipotesi del poligenismo. Alcuni esegeti hanno preso occasione, per un'interpretazione troppo libera dei libri storici del V. T., dalla lettera della Pontificia Commissione Biblica al Card. Suhard (16 gennaio 1942: AAS, 40 [1948] 45-48), la quale invece intende proprio salvaguardare la storicità dei primi undici capitoli della Genesi, pur ammettendovi forme letterarie adatte alla mentalità di un popolo ancora non molto evoluto.

Maggiori particolari sullo studio della Bibbia nei Seminari e nelle Università ecclesiastiche si trovano nella Lettera Apostolica Quoniam in re biblica di Pio X (27 marzo 1906: AAS, 39 [1906] 77-80) e nella Costituzione Apostolica Deus scientiarum Dominus di Pio XI (24 maggio 1931: AAS, 23 [1931] 241-94; trad. ital. su La Civiltà Cattolica, 82 [1931], vol. III, pp. 193-208).
I documenti pontifici relativi alla Bibbia sono raccolti nell'Enchiridion biblicum (Roma 1927; 2a ed., 1954, con i documenti più recenti).
[L. V.]

BIBL. - Leone XIII e la questione biblica, in La Civiltà Cattolica. 45 (1894), serie XV, vol. IX, Pp. 401-15. 652-65; L'enciclica per il centenario di S. Girolamo in La Civiltà Cattolica, 71 (1920), vol. IV, pp. 40-44; A. BEA, Constitutionis Apostolicae "Deus scientiarum Dominus" monumentum pro studiis biblicis, in Biblica, 12 (1931), 385-94,; ID., L'enciclica "Divino afflante Spiritu", in La Civiltà Cattolica, 94 (1943), vol. IV, Pp. 212-24; ID., "Divino afflante Spiritu" ... in Biblica. 24 (1943), 313-22; Id., L'enciclica "Humani generis'" e gli studi biblici, in La Civiltà Cattolica, 101 (1950), vol. IV, pp. 417-30; ID., Vie Enzyklika "Humani generis": ihre Grundgedanken und ihre Eedeutung, in Scholastik. 26 (1951), 36- 57 (specialmente 45 s. 51-55).


Autore: Padre Luigi Vagaggini
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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