Scotismo


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Si chiama così il sistema sviluppato dal francescano beato Duns Scoto (circa 1265?1308), proveniente dalla Scozia. Egli insegnò a Cambridge, Oxford, Parigi e Colonia. Per la sua grande capacità di riflessione, Scoto fu chiamato il « dottor sottile ». Diversamente da san Tommaso d'Aquino (circa 1225?1274), il beato Scoto diede il primato all'amore e alla volontà (e non alla conoscenza e all'intelletto). Perciò affermò che la nostra felicità in cielo consisterà primariamente nell'amore (e non nella visione) di Dio. Il beato Scoto differisce da san Tommaso anche perché fu il campione dell'Immacolata Concezione di Maria. Secondo Scoto, l'incarnazione non è una pura opera di salvezza avvenuta a causa della caduta: l'Incarnazione, secondo lui, sarebbe avvenuta comunque. Il concetto di Scoto secondo cui gli esseri singoli sono individuati mediante una haecceitas (Lat. « l'essere questo ») che è qualcosa di intelligibile, come anche le sue riflessioni sui possibilia (Lat. « le cose possibili ») hanno influito su Martin Heidegger (1889?1976). Cf Caduta (La); Immacolata Concezione; Incarnazione; Scolastica; Scuole teologiche; Tomismo; Visione beatifica.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)


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