Purgatorio


È lo stato di coloro che muoiono in comunione con Dio, ma hanno ancora bisogno che i loro peccati personali siano espiati (mediante i meriti di Cristo) e devono crescere spiritualmente prima di poter godere la visione beatifica. I passi scritturistici che sono stati addotti (2 Mac 12,38?46; Mt 5,25?26; 12,31?32 e 1 Cor 3,11?15) non sono tali da poter stabilire da soli l'esistenza del Purgatorio. Esso può essere confermato alla luce della giustizia divina e dal fatto delle preghiere dei cristiani (attestate almeno fin dal II secolo) e dalla celebrazione dell'Eucaristia (attestata almeno fin dal III secolo) per i defunti. In linea con questa prassi, autori Greci come san Clemente di Alessandria (circa 150 ? circa 215), Origene (circa 185 ? circa 254) e san Giovanni Crisostomo (circa 347?407) e scrittori latini come Tertulliano (circa 160 ? circa 225), san Cipriano (morto nel 258) e sant'Agostino di Ippona (354?430) scrissero in vari modi sulla purificazione dopo la morte e sulla nostra comunione mediante la preghiera per i nostri cari defunti. La preghiera per i defunti è rimasta un elemento tipico delle liturgie orientali e occidentali. Il Concilio di Lione II (1274) e quello di Firenze (1438?1445) hanno parlato della sofferenza purificatrice sopportata dopo la morte (di coloro che non sono ancora degni della visione beatifica) e del valore delle preghiere e buone opere in loro suffragio (DS 856?857; 859; 1304?1305; FCC 0.012?0.013, 0.015, 0.022?0.023). Hanno evitato, però, di parlare di « fuoco » a cui sono contrari gli Ortodossi. Martin Lutero (1483?1546) respinse prima il valore delle indulgenze per i defunti e poi anche l'esistenza del Purgatorio. Il Concilio di Trento (1545?1563) ribadì la dottrina del Purgatorio, non disse nulla circa la sua natura e durata, riaffermò il valore delle preghiere e dell'Eucaristia per quelli che si trovano in Purgatorio (DS 1580, 1820; FCC 0.029, 8.113). Il Concilio Vaticano II ricordò la nostra comunione con coloro che si purificano dopo morte e fece suo l'insegnamento di Firenze e di Trento (LG 49, 51). Lo stato del Purgatorio può essere inteso come un processo finale di maturazione amorosa, ma dolorosa, prima di poter vedere Dio a faccia a faccia. Con il giudizio universale, il Purgatorio cesserà di essere (DS 1067; FCC 0.021). Cf Comunione dei Santi; Eschata; Indulgenze; Morte; Visione beatifica.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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