Protestantesimo liberale


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Si chiama così quel movimento teologico protestante dei secoli XIX e XX, fortemente influenzato dalla filosofia dell'Illuminismo, spesso opposto ai dogmi della Chiesa e intento a sviluppare un approccio scientifico della Bibbia. Friedrich Schleiermacher (1768?1834) è considerato generalmente il fondatore di questo movimento. Secondo lui, l'esperienza religiosa e la consapevolezza interiore di Dio sono normative in campo di fede. I vari suoi successori cercarono di togliere dalla Scrittura quanto vi fosse di leggendario o di mitico per scoprirne la storia originale. Un forte interesse etico (che sottovalutò l'escatologia) illustrò la religione del Gesù storico espressa attraverso il Discorso della Montagna e sintetizzata come solidarietà umana sottomessa a Dio. Qualcuno, come Ernst Troeltsch (1865?1923) diede scarsa importanza al fatto unico della rivelazione di Gesù e vide nel cristianesimo poco più di un fenomeno di una certa influenza nella storia delle religioni. La fede nella scienza moderna, nella filosofia e nel progresso incoraggiarono i teologi ad allearsi strettamente con la cultura borghese europea e coi suoi capi politici. Un esempio evidente ci è dato da Adolf von Harnack (1851?1930). La prima guerra mondiale e la nascita della teologia dialettica tennero a bada per un certo tempo il protestantesimo liberale. Esso tornò ad avere un certo successo negli anni '60. Cf Escatologia; Gesù storico; Illuminismo; Modernismo; Protestante; Teologia Dialettica.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)


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