Denaro


Il commercio è regolato nei primissimi tempi da scambi in natura. I popoli pastori pagano con capi di bestiami (pecus, latino); onde pecunia (denaro). Indi l'oro e più spesso l'argento, per il loro valore elevato, vengono introdotti nel commercio. I lingotti, gli anelli sono pesati: così i 400 sicli d'argento di Abramo a Ephron per la caverna di Macpelah (Gen. 23, 16); i 20 sicli ricevuti dai fratelli di Giuseppe (Gen. 38, 28); i 1100 sicli promessi dai Filistei a Dalila (Iudc.16, 5); il danaro raccolto all'ingresso del tempio sotto Ioas di Giuda (il Reg. 12, 10 s.). Gen. 23, 16 precisa che l'argento di Abramo ha un valore commerciale; Gen. 2, 1 che l'oro della terra di Hawilah è oro buono. Le prime indicazioni monetarie in senso stretto nella Bibbia risalgono ai libri di Esdra e Neemia: le somme sono valutate in adarkonim (Esd. 8, 27) o darkemonim o dramme. Si tratta probabilmente di darici persiani del peso d'oro di gr. 8,41 (= l siclo babilonese). I Persiani conoscono, sotto il nome di siclo medo, una moneta equivalente a un darico d'oro. È possibile che i sicli d'argento di Neh. 5, 15; 10, 32, siano sicli medi. Al tempo dei Maccabei, Antioco Sidete permette a Simone di battere moneta (I Mach. 15, 6); Antioco VII revoca il permesso (I Mach. 15, 27).
Nel Nuovo Testamento figurano monete greche e romane. Tra le greche d'argento, l'obolo, la dramma (6 oboli), il di dramma (= 1/2 siclo ebraico), il tetra dramma o statere (4 dramme o l siclo), la mina (100 dramme) e il talento (60 mine). Cf. Mt. 17, 27; 18, 24.28; Lc. 19, 13-25. Il tetradramma è considerato come unità monetaria con un peso e un valore che variano (15 gr. ca.). Tra le monete di rame, il calco (1/8 di obolo) significa o la moneta di rame in genere (Mt. 10, 9) o una piccola moneta determinata (Mc. 12, 41). Tra le romane, il danaro d'argento (10 assi = dramma = 1/4 di siclo); l'asse, piccola moneta di rame; il dipondium (2 assi); il quadrante (1/4 di asse: Mt. 5, 26); il minutum o lepton (1/2 quadrante: Mc. 12, 41-44; Lc. 12, 59). Mt. 26, 15; 27, 3.5.6.9 parla di 30 argentei, *** senza specificare il pezzo di moneta. Si può supporre che si tratti di sicli o tetra drammi ; somma fissata dalla Legge (Ex. 22, 12) come compenso per la uccisione accidentale di uno schiavo.
Per avere un'idea approssimativa dei valori si ricordi che il danaro per i Romani, come la dramma per i Greci (cf. *** di Tob. 5, 15) costituiscono la paga giornaliera d'un soldato e degli operai della parabola evangelica (Mt. 20, 2) e la tassa (numisma census di Mt. 22, 19) che gli Ebrei devono pagare ai Romani, come ogni Ebreo dall'età di 20 anni deve versare al Tempio 1/2 siclo all'anno (Ex. 30, 12-16; II Par. 24, 4-15; Mt. 17, 24-27. Neh. 10, 33 parla di 1/3 di siclo). Inoltre si acquistano 2 passeri con un asse (Mt. 10, 29) e 5 passeri con 2 assi (Lc. 12, 6).
[F. V.]

BIBL - J. VANDERVOST, La monnaie dans la Bible, in Collectanea Mechliniensia, II (1937) 5.43; A. G. BARROIS, Manuel d'archéologie biblique, II, Parigi 1953, p. 258-73; R. FOLLET, Constituerunt ei triginta argenteos, in VD, 29 (1951) 98 ss.; DAB, v. Monnaie, p. 213 s., con i vari rimandi.


Autore: Sac. Francesco Vacchioni
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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