Decalogo
Autore: Mons. Francesco Spadafora
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco SpadaforaLa dottrina monoteistica e morale del D. è la caratteristica peculiare, vera prerogativa d'Israele, di fronte a tutti gli altri popoli. Basati sulla legge naturale (s. Tommaso, Sum. Theol. 1-2 q. 100, aa. 1.3.11) questi precetti, pur diretti alla nazione come tale (v. Alleanza) impegnavano ciascun membro di essa (individualismo); e sono ancora nella coscienza degli uomini di tutti i tempi (universalismo); così sono entrati immutati nell'alleanza definitiva suggellata da Gesù N. Signore (Enc. Catt. It., IV, 1261). Tra Ex. e Deut. (l. cit.) ci sono numerose varianti, ma secondarie. L'Esodo motiva l'osservanza del sabato con il riposo divino dopo i sei giorni della creazione; nel Deut. è un motivo di umanità che non esclude il precedente. L'Ex. pone la donna tra le cose dell'uomo, secondo la concezione vigente in regime patriarcale; il Deut. la pone a parte. Per il resto si tratta di modificazioni letterarie accidentali; e il celebre papiro di Nash, sec. I-II d. C., che contiene frammenti di Deut. 5, 6-22 (v. Papiri; cf. A. Vaccari, in VD, 1923, 283-6) ne offre delle proprie. Tali divergenze per. mettono di concludere con ogni probabilità che sulle due pietre furono scolpiti soltanto i precetti (ad es.: non rubare), senza i motivi che spesso li accompagnano; questi furono posti nella redazione successiva dei due libri Esodo e Deut. Tutti gli esegeti cattolici (cf. tra gli acattolici, L. Lemme, G. Wildeboer, ecc.; la maggior parte dei critici più a contatto con la letteratura egiziana e babilonese - R. Kittel, A. Jirku, E. Sellin, P. Volz, ecc. - lo ritengono sostanzialmente mosaico) riconoscono Mosè autore del D. anche per la stessa forma letteraria; nella quale però ammettono ritocchi ulteriori, e in particolari secondari. I profeti inculcano l'osservanza dei precetti del D. (A. Gambert): Os 4, 2. 13; 6, 9; Ier 7, 9 ecc.; particolarmente del primo; e li suppongono già conosciuti dal popolo (Am. 2, 4-14; Os 4, 6; 6, 5-11 ecc.; cf. l'esplicito riferimento di Ez. 20, 10 ss.: precetti dati da Iahweh ad Israele nel deserto, tra i quali, quello di santificare il sabato).
Documenti antichissimi del tempo di Mosè attestano l'uso di incidere sulla pietra (Ex. 24, 12; Deut. 9, 9) scritti importanti di natura religiosa o politica, deponendoli in luoghi sacri. In un trattato tra Shuppiluliumas re di Hatti e Mattiuzza re di Mitanni è detto che copia del documento venga depositato nel tempio di Shamas.
[F. S.]
BIBL. - F. SPADAFORA, in Enc. Catt. It., IV. 1261 s., con ampia bibl.: A. EBERHARTER, in DBs, II, coll. 341-51: M. VALENTINI, Le condizioni sociali del D. e la sua autenticità mosaica, in Salesianum, l (1939) 407-20; A. CLAMER. Le Deuter. (La Ste Bible. ed. Pirot, 2), Parigi 1940, pp. 548-56; H. SIMON - J. PRADO, Vetus Test., I, 6a ed., Torino 1949, pp. 235-42; H. H. ROWLEY, Mose et le Décalogue, in RHPhR, 32 (1952) 7-40.