Peccato mortale e peccato veniale


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Distinzione tra quei peccati che « escludono dal regno di Dio » (1 Cor 6,9?10; Gal 5,19?21; Ef 5,5) e quelli che non escludono (Gc 3,2; 1 Gv 1,8; 5,16?17). Un peccato mortale comporta un allontanamento deliberato e radicale da Dio fatto con chiara conoscenza e pieno consenso in una materia veramente grave (cf DS 1537, 1544, 1680?1682; FCC 8.070, 8.077; 9.240, 9242). Porta come conseguenza la perdita della grazia santificante e il rischio della dannazione eterna. Il peccato veniale (Lat. « scusabile ») offende, sì, il rapporto con Dio e con gli altri, ma non comporta un'opzione fondamentale contro Dio. Il Codice del 1983 parla di peccati veniali (CIC 988) e di peccati « gravi » anziché di peccati mortali. Cf Grazia abituale; Inferno; Opzione fondamentale; Sacramento della penitenza.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)


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