Parusia


La visita ufficiale di un sovrano. Nei primi documenti cristiani (1 Ts 4,15; 1 Cor 15,23), il termine parusìa indica il ritorno di Cristo nella gloria al termine della storia per giudicare il mondo (Mt 24,29?31; 25,31?46). Sarà questo « il giorno del Signore » (1 Cor 1,8) quando Cristo « apparirà una seconda volta » (Eb 9,28). I cristiani devono aspettare questa venuta con pazienza (Gc 5,7?8; 2 Pt 1,16; 3,4.12; 1 Gv 2,28). I Sinottici connettono l'attesa della fine con l'ammonimento alla vigilanza (Mt 24,36-25,13; Mc 13,1?37; Lc 21,5?36). Il Vangelo di Giovanni parla della risurrezione che avverrà nell'« ultimo giorno » (Gv 6,39.40.44.54; 11,24). La futura venuta di Cristo nella gloria per giudicare i vivi e i morti è professata in vari simboli di fede (cf DS 6, 10, 13?17, 19, 76 e 150; FCC 0.509, 0.514, 5.004). Gli Orientali sottolineano la dimensione collettiva di quel compimento futuro più di quanto non lo facciano gli Occidentali. Alcuni teologi contemporanei preferiscono non parlare di « seconda » venuta, in quanto la parusìa non è altro che la conseguenza finale della prima venuta di Cristo nell'incarnazione. Con Karl Rahner (1904?1984), possiamo dire che sarà il mondo che verrà a Dio nella parusìa più che il Cristo al mondo. Cf Cielo; Escatologia; Giudizio universale; Inferno; Risurrezione.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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