Omelia


Originariamente, era una riflessione sulla Sacra Scrittura durante il culto cristiano. Questa usanza proveniva da una pratica del genere nelle sinagoghe ebraiche (cf Lc 4,16?22; At 13,15). Il termine venne poi a indicare i sermoni rivolti dai vescovi al loro gregge. Omeliario si chiama un libro che raccoglie le omelie dei Padri da leggersi durante la Liturgia delle Ore. Nell'uso corrente, si intende per omelia il sermone tenuto nell'Eucaristia dopo il vangelo e che vuol favorire lo sviluppo della fede e della vita cristiana spiegando i testi scritturistici che sono stati appena letti. Nelle domeniche e nelle feste importanti, non si dovrebbe mai omettere l'omelia; è raccomandata anche nelle messe in settimana, specialmente in Avvento e Quaresima (SC 24, 52; CIC 767). Nella Messa, l'omelia è tenuta di solito dal vescovo, dal presbitero o dal diacono. Siccome Cristo è presente non solo nei sacramenti, ma anche nella Parola di Dio (DV 24; SC 7), il Vaticano II raccomanda le omelie. Esse richiedono una familiarità profonda con la Scrittura e sono di stimolo all'ascolto della Parola di Dio. Cf Bibbia; Predicazione; Teologia pastorale.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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