Movimento liturgico


Un movimento contemporaneo che cominciò tra i Cattolici, ma si diffuse presto tra altre confessioni. Consiste nell'incoraggiare tutti i membri della Chiesa a partecipare attivamente alle celebrazioni liturgiche e a far sì che l'Eucaristia diventi il centro reale della loro comunità. Il movimento fu iniziato dall'abate Prospero Guéranger (1805?1875), e dall'Abbazia benedettina di Solèsmes. L'incoraggianento ufficiale venne nel 1903 quando Pio X emanò alcune norme destinate a promuovere la comunione frequente e ad effettuare la riforma della musica della Chiesa. In Europa, Benedettini come Lambert Beauduin (1873?1960), Odo Casel (1896?1948) e altri, come Pius Parsch (1884?1954), Romano Guardini (1885?1968) e Joseph Jungmann (1889?1975) promossero non solo l'approfondimento di studi sulla liturgia, ma anche il suo sviluppo pastorale. L'Enciclica Mediator Dei di Pio XII nel 1947 portò alcune riforme che culminarono con la restaurazione delle cerimonie della Settimana Santa e con l'opera del Concilio Vaticano II. Quest'ultimo introdusse l'uso pieno delle lingue volgari e riformò i riti. Per gli Ortodossi, la liturgia è sempre stata fondamentale. Alcune riforme secondarie, come l'adozione del Calendario gregoriano, hanno a volte provocato proteste e persino scismi. Il Protestantesimo è sorto come movimento di riforma che comprendeva tra l'altro l'uso della lingua volgare e privilegiava la liturgia della Parola a scapito dell'Eucaristia. Nel secolo scorso, molti Anglicani e alcune Chiese protestanti hanno cominciato a riformare e ad incoraggiare il culto sacramentale. Negli ultimi decenni, il movimento ecumenico ha contribuito a promuovere la riforma della liturgia in molte confessioni cristiane. Cf Culto; Lingua volgare; Movimento di Oxford; Rito; Settimana Santa; Vecchi credenti.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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