Monofisismo


Eresia attribuita a coloro che rifiutavano l'insegnamento del Concilio di Calcedonia (451) secondo il quale ci sono « due nature in una sola persona » (DS 300?303; FCC 4.012?4.013) e si staccarono dal Patriarcato di Costantinopoli. Nessuna delle parti, però, sosteneva chiaramente una versione integrale del monofisismo: e cioè, che l'incarnazione significasse la fusione della divinità e umanità di Cristo in una terza « natura », o che comportasse l'assorbimento della natura umana in quella divina come una goccia nell'oceano. La differenza con Calcedonia pare sia stata, almeno in parte, terminologica. Tra i dissidenti, Timoteo Erulo (morto nel 477) divenne il patriarca « monofisita » di Alessandria, e Pietro il Fullone (morto nel 488) patriarca di Antiochia. Le Chiese « monofisite » finirono per essere organizzate da Severo di Antiochia (circa 465?538), deposto da patriarca di Antiochia nel 518. Le Chiese « monofisite » sono ora chiamate genericamente Chiese non?calcedonesi. Cf Concilio di Calcedonia; Concilio Costantinopolitano II; Eustachianismo; Ortodossi Orientali; Unione Ipostatica.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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