Molinismo


È la teoria sviluppata dal gesuita spagnolo Luigi de Molina (1535?1600) circa il rapporto tra la volontà libera e la grazia. Dio concede la grazia, adatta le circostanze per giungere a buon esito e prevede le nostre azioni future. Però, siccome questa previsione « dipende » dalle nostre libere decisioni, Molina chiamò scientia conditionata, o scientia media la conoscenza rispetto alle decisioni e azioni future degli uomini. Questo sistema era opposto a quello dei Domenicani, specialmente di Domenico Bañez (1528?1604). Nell'accentuare la libertà sovrana di Dio, Bañez parlava del concorso divino nell'azione umana come di una premozione fisica. Questo concetto non sembrava rispettare pienamente la libertà umana. Tra il 1598 e il 1607, una commissione, chiamata « De Auxiliis, » si riunì a Roma, ma non riuscì a risolvere il problema. Si concluse con la proibizione ai Gesuiti di dare ai Domenicani l'etichetta di « Calvinisti » e ai Domenicani, di chiamare i Gesuiti « Pelagiani » (cf DS 1997, 2008). Questo dibattito indica come le questioni teologiche più profonde non possono in ultima analisi ricevere una risposta adeguata. Il mistero divino ha la prima e l'ultima parola. Cf Calvinismo; Libertà; Grazia; Mistero; Pelagianesimo; Prescienza; Semi?Pelagianesimo.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
Visite: 123