Maroniti


Membri di una Chiesa Cattolica d'Oriente le cui origini risalgono a san Marone, amico di san Giovanni Crisostomo (circa 347?407). La Chiesa Maronita, che rimase fedele al Concilio di Calcedonia, probabilmente portò a termine la sua indipendenza organizzativa nel secolo VII, al tempo della controversia monotelita. Che i Maroniti abbiano accettato questa dottrina, almeno verbalmente, è controverso. Nel secolo VIII, in un periodo in cui la sede patriarcale di Antiochia era vacante, il titolo di patriarca fu dato al superiore del monastero maronita di Oronte in Siria. Con l'arrivo dei Crociati, la comunione con la Chiesa Cattolica, che non era mai stata negata, fu ripresa senza formalità e da allora ci sono stati sempre Maroniti soltanto cattolici. Il maronita Geremia II partecipò al Concilio Lateranense IV e fu riconosciuto come Patriarca di Antiochia un anno dopo (1216). Nel 1584, il papa Gregorio XIII fondò a Roma un Collegio maronita, dove nel secolo XVIII furono pubblicati importanti testi liturgici e altri. Il rito maronita, uno dei sette riti più importanti, considerato una volta una semplice variante latinizzata del rito siriano occidentale, è oggi riconosciuto come una tradizione indipendente che si richiama sia al rito siriano occidentale che a quello siriano orientale. Subì una latinizzazione superficiale nei secoli XVII e XVIII, che è stata in gran parte eliminata con le recenti riforme. I Maroniti si trovano nel Libano, in Siria, in Israele, in Cipro, negli Stati Uniti e altrove. Cf Chiese Orientali; Crociate; Rito.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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