Mariologia


È lo studio sistematico della persona di Maria e del suo ruolo nella storia della salvezza. Il racconto dell'infanzia di Luca (Lc 1?2) la presenta come modello di credente, figura della Chiesa e Madre del Salvatore da lei concepito verginalmente. Nel Vangelo di Giovanni, ella sta ai piedi della croce (Gv 19,25?27). Gli Atti degli Apostoli ricordano che Maria era presente con la comunità prima della Pentecoste (At 1,14). Da secoli, la riflessione teologica, pastorale e popolare, fondandosi su questi ed altri testi scritturistici, associa giustamente Maria con Cristo, con lo Spirito Santo, con la Chiesa e con la redenzione dell'umanità. Quando, per esempio, il Concilio di Efeso (431) dichiarò che Maria è la Madre di Dio, lo fece per difendere l'unità della persona di Cristo e per respingere la dottrina sbagliata secondo cui ci sarebbero in lui due persone differenti, una divina, e l'altra, puramente umana, nata da Maria. In Occidente, la devozione ha presentato certe volte Maria separata dal giusto contesto cristologico, pneumatologico, ecclesiologico e antropologico. È caduta alle volte in esagerazioni espresse nel detto: « De Maria, numquam satis » (Lat. « Di Maria, non si dirà mai troppo »). Il Concilio Vaticano II, mentre ha messo in guardia contro gli abusi e ha evitato di proposito il titolo « Corredentrice », è stato il primo Concilio ecumenico che abbia offerto una trattazione sistematica del ruolo e dell'importanza di Maria (LG 52?69). Cf Assunzione della Beata Vergine Maria; Concilio di Efeso; Corredentrice; Immacolata Concezione; Nestorianesimo; Nuova Eva; Theotòkos.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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