Copte (versioni)


La lingua copta, derivata dall'egiziano antico con influsso greco, consta di vari dialetti: il sahidico o tebano dell'alto Egitto, il più importante che finì per soppiantare gli altri; l'ahmimico (da Ahmim, città dell'alto Egitto); il subahmimico; il fajjumico (dalla regione el Fajjum, nel medio Egitto) ed infine il bohairico, il più recente dialetto del Delta del Nilo, divenuto lingua letteraria (sec. VI-VII d. C.) ed oggi lingua liturgica copta.
Abbiamo versioni in tutti i dialetti (prevalentemente sahidico e bohairico), giunte a noi allo stato frammentario e ancora senza un'edizione critica completa che permetta sicurezza e solidità per la critica testuale. Le più antiche risalgono dalla seconda metà del II sec. al III d. C. La versione sabidica ha un'antecedenza sulla bohairica perché le popolazioni dell'alto Egitto subirono meno l'influsso ellenistico e furono perciò presto necessitate a tradurre le versioni greche della Bibbia nel dialetto sahidico e negli altri dialetti del medio Egitto, ben presto assorbiti dal sahidico. Per le principali edizioni del V. T. pubblicate frammentariamente, cf. A. Vaccari, De Textu (Inst. Biblicae, I), 5a ed., Roma 1937, p. 282 s.
La versione sahidica del V. T. (15., Prov., Eccle., Ez.) risente l'influenza delle Esapli; Dan. segue Teodozione; Iob dà i LXX pregeronimiani.
La versione c. del N. T. (sahid. e bohair.) è stata edita da G. Horner, The coptic version of the N. T., 4 voll., Oxford 1898-1905; Id., The coptic version of the N. T. in the southern dialect, 7 voll., ib. 1911-1924. Il N. T. bohairico nel complesso concorda con i manoscritti greci più antichi (B), nonostante aggiunte non originarie. Le versioni copte, derivate dal greco, hanno un valore grande per la storia e la critica dei LXX e del greco neotestamentario.
[A. R.]

BIBL. - M. J. LAGRANGE - ST. LYONNET. Critique textuelle, II. Parigi 1935, pp, 313-24. 450-3. 251 s. 569 s. 617 ss.


Autore: Sac. Armando Rolla
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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