Manicheismo


La dottrina di Mani, nato in Persia verso il 215 d.C. e scorticato vivo per ordine dell'Imperatore di Persia nel 275. Prendendo elementi dal Zoroastrismo, dal Buddismo, dallo Gnosticismo e dal Cristianesimo, Mani si considerò alla stregua dei Profeti dell'AT, di Zaratustra, di Buddha e di Gesù per accendere una scintilla di luce fra gli esseri umani e così liberarli dalla materia e dall'oscurità. Uno stretto ascetismo ed una potente attività missionaria diffusero il suo insegnamento in India, in Cina, in Italia, nel Nord Africa ed in altre parti dell'Impero Romano. Prima della sua conversione, sant'Agostino di Ippona (354?430) seguì per nove anni il Manicheismo. Il termine « Manicheo » fu spesso usato come sinonimo di « eretico », specialmente nel contesto di movimenti dualistici (cf DS 435, 444?445, 457, 461?464, 718, 1336, 1340, 3246; FCC 2.005, 3.005?3.008, 4.032, 9.035) Cf Albigeismo; Catari; Dualismo; Gnosticismo; Priscillianesimo.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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