Commissione Biblica


Fu istituita da Leone XIII (lettera apostolica Vigilantiae, 30 ott. 1902), con sede in Vaticano, come organo centrale per promuovere tra i cattolici le scienze bibliche con tutti i mezzi offerti dal meraviglioso progresso delle scienze ausiliarie negli ultimi decenni, e difendere i libri sacri dagli attacchi esiziali del razionalismo, che, partendo da erronei presupposti filosofici (idealismo, evoluzionismo, pragmatismo), intendeva confermare la negazione del soprannaturale nella natura e nella interpretazione della Bibbia, con i nuovi dati della storia antica, dell'archeologia, della geologia. L'esegesi cattolica, in periodo di sonnolenza, si era lasciata sorprendere; Leone XIII, genialmente, con l'Enciclica Providentissimus (18 nov. 1893) l'aveva avviata sul retto cammino, incitandola calorosamente a balzare ai primi posti, togliendo di mano agli avversari gli strumenti forniti dalle indagini e scoperte moderne. Rimaneva tuttavia la difficoltà notevole di applicare il metodo e le norme fissati con sicura intelligenza ai singoli concreti problemi di critica letteraria e storica; difficoltà svelatasi nello sbandamento di alcuni esegeti cattolici, che abbracciavano con facile criterio le posizioni del razionalismo. La C. b. serve a questo: coordina e dirige gli sforzi degli esegeti cattolici; entrando autorevolmente nelle principali e gravi questioni discusse, precisando quello che si deve inviolabilmente tenere, o affidare a un esame più approfondito, e quello che infine è lasciato al libero giudizio dello studioso.

La C. b. si compone di membri (= Cardinali) con voto deliberativo e consultori (dotti ecclesiastici, specialmente biblisti). l primi eletti furono 5 cardinali (con presidente il Parocchi) e 40 consultori (dei quali F. Vigouroux, sulpiziano e D. Fleming, O.F.M., segretari; cf. i nominativi in La Civiltà Cattolica 1902, 4, 734; 1903, 1, 490 s.). L'attuale presidente è il Cardo Tisserant; segretario, dopo la morte del P. Vosté (+1949), e dopo il ritiro (1962) del benedettino A. Miller, è il P. B. Wambacq. Nel 1907, Pio X, eliminando ogni discussione, equiparò espressamente le decisioni della C. b. ai decreti dottrinali delle altre Congregazioni romane (Motu proprio: Praestantia Scripturae Sacrae, 18 nov.): hanno valore veramente precettivo, obbligano in coscienza. «Non è però un assenso assoluto, ché dette decisioni non sono infallibili e irreformabili. Sarà sempre lecito sottomettere alla C. b., con la debita riverenza, le gravi difficoltà che uno studioso avesse eventualmente in contrario» (G. Perrella, p. 298). In occasione della 2- ed. dell'EB, il P. A. Miller (Benedikt. Monatsschrift 31 [1955] 49 s.) e il P. A. Kleinhans (Antonianum 30 [1955] 63 s.), diedero, come persone private, la seguente precisazione: «In quanto si sostengono, in tali decreti, opinioni che né mediatamente, né immediatamente han riferimento con le verità della fede e della morale, si capisce che l'investigatore può proseguire i suoi studi con tutta libertà e sostenere i suoi risultati, certo, sempre con la riserva dell'ossequio all'autorità del magistero ecclesiastico».

Si lascerebbe così all'esegeta di stabilire quali decreti rivestono «carattere semplicemente letterario» e siano perciò trascurabili, e quali invece cc hanno comunque riferimento con le verità della fede e della morale». Nelle discussioni, già in atto, sul valore dei decreti della C. b. (cf. in CBQ 17, 1955, pp. 35-53; in Rivista Biblica [Argentina] 17, 1955, 113-116), i fautori della libertà dell'esegeta nei confronti con l'autorità della Chiesa, salutarono gli articoli di Miller e Kleinhans come l'implicito seppellimento dei «responsi» della P.C.B.: cf. E. Vogt, in Biblica 36 (1955) 564 s.; J. Dupont, in RB 62 (1955) 414-419. E quanti divulgano il criticismo (v. Forme, storia delle), affermano tesi, posizioni, in netto contrasto con quanto prescrivono i decreti della C. b., conservati senza riserva alcuna nella 2a e nella 3a ed. (pubblicazione ufficiale) dell'EB.

Ora, nella 6a ed. della Introd. generalis del P. H. Hopfl, curata dal confratello dell'autore, L. Leloir (Napoli-Roma 1958), p. 487 s., i due suddetti arto Miller-Kleinhans sono del tutto ignorati, ed è offerta sull'autorità dei decreti della C. b. la dottrina che abbiam visto fissata e precisata da S. Pio X (EB, n. 286), Benedetto XV (EH, n. 487), Pio XI (EH, n. 516); cf. AAS 26 (1934) 131 s.
Nell'aprile 1903 la C. b. precisò le sue finalità pratiche (cf. La Civiltà Cattolica 18 apr. 1903, 221 ss.).
1) Protezione e difesa dell'integrità della fede in materia biblica; 2) promuovere con competenza il progresso nell'esegesi; 3) interporre il proprio giudizio per dirimere le controversie di particolare gravità; 4) rispondere alle consultazioni di tutto il mondo; 5) arricchire la biblioteca Vaticana di manoscritti e libri richiesti dalla materia; 6) pubblicare studi biblici; erigere un Istituto speciale.

La Revue biblique della Ecole dei Domenicani di Gerusalemme, dal 1904 al 1908 pubblicò le comunicazioni della C. b.; nel 1909 iniziò il periodico Acta Apostolicae Sedis, organo ufficiale delle Congregazioni romane e perciò anche della C. b. Per il 2° punto, furono istituiti (lettera apostolica Scripturae Sanctae di Pio X, 23 febb. 1904) presso la C. b. i gradi accademici in s. Scrittura (licenza e dottorato). La C. b. elaborò il programma degli esami (RB, 1904, 163-66); precisato e completato nel 1911 (AAS, 1911, 47-50. 296-300). Dal 1905 si ebbero sempre (eccettuato il periodo 1914-18) due sessioni d'esame, a giugno e a nov. (fino al febb. 1930, la C. b. conferì la licenza a 133 sacerdoti e il dottorato a 23).

La C. b. preparò ancora un programma di studi biblici per i Seminari (Quoniam in re biblica, di Pio X, 27 marzo 1906) entrato in vigore col 1° gen. 1908. Per i punti 5-7, si provvide con l'erezione del Pontificio Istituto biblico (v.; lettera apost. Vinea electa di Pio X, 7 maggio 1909), con l'annessa ricca biblioteca, le Riviste, e le pubblicazioni. La C. b. ebbe, inoltre, parte preponderante nell'erezione della Commissione per la Volgata (30 apr. 1907).

Infine, la C. b. adempì il suo compito autorevole, di cui nei nn. 1.3.4, emettendo, sotto forma di risposte, 18 decisioni; basta darne l'oggetto per rilevarne tutta l'importanza. 1) sulle citazioni implicite (13 febbr. 1905); 2) sui libri o brani della S. Scrittura, di carattere storico (23 giugno 1905); 3) sull'autenticità sostanziale mosaica del Pentateuco (27 giugno 1906); 4) sull'autenticità e storicità del IV vangelo (29 maggio 1907); 5) sul carattere e l'autore dell'intero libro d'Isaia (19 giugno 1908); 6) sul carattere storico dei primi tre capitoli della Genesi (30 giugno 1909); 7) sugli autori dei Salmi e l'epoca della loro composizione (1° maggio 1910); 8) sul vangelo di s. Matteo (19 giugno 1911); 9) sui vangeli di Marco e Luca (26 giugno 1912); 10) sulla questione sinottica (stessa data); 11) sugli Atti degli Apostoli (12 giugno 1913); 12) sulle Lettere pastorali (stessa data); 13) sulla lettera agli Ebrei (24 giugno 1914); 14) sulla Parusia o seconda venuta del Cristo nelle Lettere di s. Paolo (18 giugno 1915: Enchiridion Biblicum, Roma 1927); 15) sulla interpretazione del Ps. 15, 10 s. (l luglio 1933); 16) sull'interpretazione di Mt. 16, 26; Lc. 9, 25 (stessa data; AAS, 1933, 344); 17) condanna del libro F. Schmidtke, Die Einwanderung Israels in Kanaan (27 febbr. 1934; AAS, 1934, 130 s.); 18) sull'uso delle versioni diverse dalla Volgata durante le funzioni sacre.

Fuori della forma consueta:
1) Una dichiarazione (15 nov. 1921): non è proibito aggiungere varianti o altro apparato critico nelle edizioni della Volgata (EB, 496); 2) lettera all'Episcopato Italiano (20 agosto 1941), in cui richiama alcune delle più recenti disposizioni della S. Sede sullo studio scientifico della S. Scrittura (senso letterale, critica testuale, lingue orientali: AAS, 1941, 465-72; A. Vaccari, Lo studio della S. Scrittura, Roma 1943): una risposta (22 agosto, 1943) che incoraggia ad eseguire versioni dagli originali, perché i fedeli possano direttamente e quindi più esattamente conoscere la parola di Dio (AAS, 1943, 270); 4) una risposta sull'uso del nuovo Salterio al di fuori del Breviario (AAS, 1947, 508); 5) lettera al Card. Suhard (27 marzo 1948) sulle fonti del Pentateuco e della Genesi (cf. La Civiltà Cattolica 1948, 2, 79-81); 6) Istruzione ai Vescovi e ai Superiori religiosi per l'insegnamento e lo studio della S. Scrittura nei seminari e nei collegi ( del 13 maggio 1950: AAS, 42 [1950] 495-509); 7) Istruzione ai Vescovi circa le associazioni e i convegni biblici diocesani o regionali, del 15 dic. 1955 (AAS, 48 [1956] 61-64).
[F. S.]

BIBL. - L. PIROT, in DBs.. II, coll. 103-113; G. PERRELLA, Introduzione alla S. Bibbia (La S. Bibbia, S. Garofalo), Torino 1948. pp. 13, 18-22. 32 s. (documentazione), e p. 297 s.: F. S. in Palestra del Clero, 35 (1956) 788-791.


Autore: Mons. Francesco Spadafora
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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