Iconoclasmo


Un movimento ostile all'uso delle immagini nel culto cristiano che turbò l'impero bizantino dal 725 circa all'843. In una prima fase, le icone furono distrutte in quanto ritenute inconciliabili con la fede cristiana e oggetto di scandalo per gli Ebrei e per i Musulmani. Dal monastero di San Saba, vicino a Gerusalemme, san Giovanni Damasceno (circa 675 ? circa 749) sostenne che l'uso delle immagini per rappresentare Cristo ed altre persone sacre era una conseguenza necessaria dell'incarnazione. Dopo che l'iconoclasmo fu accettato dal sinodo eretico di Ieria (753), il concilio ecumenico di Nicea II (787) riabilitò le immagini e la loro venerazione (DS 600?603; 2532; FCC 7.336?7.338). In una seconda fase della crisi (814?843), le icone, mentre furono tollerate per intenti didattici, non furono ritenute convenienti per il culto pubblico e perciò vennero rimosse dalle chiese. Fin dall'inizio, i monaci furono perseguitati e talvolta uccisi dagli iconoclasti. Una difesa importante delle immagini si ebbe anche con san Teodoro Studita (759?826). Per segnare la fine della controversia, fu stabilita la Festa dell'Ortodossia ed è tuttora celebrata la prima domenica di Quaresima nelle Chiese Orientali. Cf Concilio di Nicea II; Immagine di Dio; Islamismo; Ortodossia.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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