Cesarea di Filippo


Località alle falde meridionali del monte Hermon, consacrata al dio agreste Pan, venerato nella grotta donde sgorgava la sorgente orientale del Giordano (F. Giuseppe, Bell. I, 21, 23; Ant. XV, 10, 3) e perciò denominata anticamente, assieme alla regione circostante, Paneas (***: Polibio XVI, 18, 2; XXVII, 1, 3) nome che sopravvive nell'odierno Banjas. Erode il Grande vi edificò un tempio in onore di Augusto; suo figlio Erode Filippo, tetrarca dell'Iturea e Traconitide dopo averla ampliata ed abbellita negli anni 3-2 a. C. la denominò C. in onore di Augusto (F. Giuseppe, Ant. XVIII, 2, l). Per distinguerla dall'omonima città marittima fu chiamata C. Paneas o C. di Filippo (F. Giuseppe, Ant. XX, 9, 4;, Vita 13); con questo nome è pure ricordata nei Vangeli (Mt. 16, B; Mc. 8, 27). Nelle vicinanze di C. Pietro, sollecitato da Cristo ed illuminato da una rivelazione divina (Mt. 16, 17), pronunciò la duplice professione di fede (Mt. 16, 13-16; Mc. 8, 27.30; Lc. 9, 18-21): nella messianicità di Cristo «Tu sei il Cristo» (Mt. 16, 16) e nella sua Filiazione naturale «il Figlio - *** - del Dio vivo»: Mt. 16, 16). Subito Cristo lo ricambiò con la promessa esplicita del primato personale e dei suoi successori nel Pontificato, formulata in triplice metafora (pietra, chiavi e potestà di sciogliere e legare) (Mt. 16, 17 ss.). Non sembra che Cristo sia entrato in C. a causa dello spiccato carattere pagano della città. Qui, secondo un'antica leggenda cristiana riferita da Eusebio (Hist. Eccl. VII, 18) avvenne la guarigione dell'emorroissa (Mt. 9, 20 e par.), la quale avrebbe innalzato davanti alla sua casa una statua al suo benefattore, eliminata poi da Giuliano l'Apostata.
[A. R.]

BIBL. - G. PERRELLA. I Luoghi Santi. Piacenza 1936, pp. 176-81; F. M. ABEL, Géographie de la Palestine, II, Parigi 1938, p. 297 s.


Autore: Sac. Armando Rolla
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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