Filosofia


Lo studio dei princìpi più generali delle cose e della conoscenza che ne abbiamo. Dopo Socrate (circa 469?399 a.C.) e Platone (circa 428 ? circa 348 a.C.), la filosofia greca raggiunse il suo vertice con Aristotele (384?322 a.C.). Egli organizzò la filosofia in un sistema unificato di apprendimento che per secoli ebbe un influsso enorme sia in Oriente che in Occidente. Uno studio introduttorio della logica o scienza del raziocinio doveva servire da organon (Gr. « strumento ») per la scienza ulteriore. Poi, seguiva a) la theorìa (Gr. « contemplazione ») che era divisa in prima filosofia (= metafisica), matematica e fisica; b) la praxis (Gr. « azione », « condotta ») che comprendeva l'etica e la politica; c) la pòiesis (Gr. « fare », « produrre ») suddivisa in retorica, poesia ed economia. Dopo René Descartes (Cartesio: 1596?1650) ed Immanuel Kant (1724?1804), il problema della natura, delle condizioni e dei limiti della conoscenza umana ha occupato spesso il posto principale in filosofia. Nel secolo XX, varie forme di esistenzialismo, analisi linguistica, varie forme di marxismo, la filosofia del processo, varie correnti tomiste e altre filosofie hanno creato una situazione di pluralismo, almeno nel mondo occidentale. La teologia ha bisogno dell'aiuto di una buona base filosofica che serva a chiarire criticamente i suoi concetti, problemi e metodi. Cf Aristotelismo; Epistemologia; Ermeneutica: Esistenzialismo; Etica; Fenomenologia; Filosofia perenne; Idealismo; Materialismo; Metafisica: Neoplatonismo; Nominalismo; Personalismo; Platonismo; Pragmatismo; Scolastica; Strutturalismo; Teologia; Teologia del processo.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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