Esicasmo


Uno stile di preghiera incessante e di vita ascetica che caratterizza il cristianesimo d'Oriente e che rende chi lo pratica capace di stare tranquillamente raccolto in Dio. Nella sua ispirazione e nel suo approccio generale, l'esicasmo coincide con le origini dello stesso monachesimo. Si ritiene come fondatore Arsenio il Grande (morto nel 449 circa), il quale abbandonò una carriera brillante come precettore imperiale per vivere nel deserto. Con san Simeone il Nuovo Teologo (949?1002), l'approccio mistico di questa spiritualità venne approfondito. San Gregorio del Sinai e san Niceforo l'Esicasta (XIII?XIV secolo) diedero entrambi un notevole contributo alla sua diffusione; il secondo vi aggiunse un'intricata tecnica psicosomatica che comportava la ripetizione della « preghiera di Gesù ». Con san Gregorio Palamas (circa 1296?1359), l'esicasmo raggiunse uno statuto dogmatico pienamente sviluppato. Però, la pretesa di poter vedere la luce increata della divinità come gli Apostoli sul Tabor diede luogo a controversie. Questa luce, pur essendo ritenuta veramente divina, fu però vista come una delle energie di Dio più che la stessa essenza divina. Quando san Nicodemo del Monte Athos (circa 1749?1809) pubblicò un'antologia di scritti spirituali patristici e esicasti, conosciuta come Philocalia, il movimento sperimentò una nuova popolarità. L'esicasmo mira all'integrazione umana attraverso il ricordo costante di Dio, che si può raggiungere col « custodire » il cuore. Perciò l'esicasmo può esprimersi in sintesi come la « preghiera del cuore ». Cf Essenza e energie; Palamismo; Philocalia; Preghiera di Gesù.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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