Epifania


In genere, qualsiasi manifestazione del divino nello spazio e nel tempo (Es 3,12; 19,18; At 2,3?4). La letteratura giovannea vede l'incarnazione e l'intera vita di Cristo come un'epifania (Gv 1,14; 1 Gv 1,1?3). Come festa importante, era celebrata il 6 gennaio in Oriente fin dalla fine del IV secolo ed era dedicata all'intero ciclo dell'apparizione di Cristo nella sua nascita, nell'adorazione da parte dei Magi, nel suo battesimo e nel suo primo miracolo a Cana (Gv 2,1?12). Gradualmente, il Natale fu fissato dovunque il 25 dicembre, sebbene nella tradizione armena venga ancora celebrato il 6 gennaio. In Oriente, dove il battesimo è anche chiamato photismós (Gr. « illuminazione »), l'Epifania è celebrata con luci, e l'acqua di fiume, ecc. (che rappresenta il Giordano) è benedetta con l'immergervi una croce. In Occidente, la festa dell'Epifania celebra la venuta dei Magi e la rivelazione di Cristo ai pagani. La domenica seguente è invariabilmente dedicata al battesimo del Signore, mentre, nel ciclo C, la domenica successiva al battesimo del Signore (seconda domenica del Tempo Ordinario), si ricordano le nozze di Cana. Così pure, l'antifona del Magnificat dei secondi Vespri dell'Epifania conserva il carattere originale e inclusivo della festa: « Tre prodigi celebriamo in questo giorno santo: oggi la stella ha guidato i magi al presepio, oggi l'acqua è cambiata in vino alle nozze, oggi Cristo è battezzato da Giovanni nel Giordano per la nostra salvezza. Alleluia ». Cf Doxa; Natale; Teofanìa; Teologia giovannea.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
Visite: 90