Epiclesi


In genere, significa qualsiasi invocazione a Dio perché benedica e santifichi il creato materiale (cf 1 Tm 4,1?5). Nell'anàfora, o Canone della Messa, l'epiclesi è la preghiera che chiede al Padre di mandare lo Spirito affinché scenda sui doni e li trasformi nel corpo e sangue di Cristo per il vantaggio spirituale di quanti li riceveranno. Nel Medioevo, ci fu una controversia: ci si chiese se la consacrazione fosse completa con le parole dell'istituzione, come sostenevano i Latini, o se lo fosse soltanto con la sussequente preghiera dell'epìclesi, come avviene nella maggior parte delle anàfore greche e orientali (cf DS 1017, 2718 e 3556). La riforma liturgica del Concilio Vaticano II ha inserito nei nuovi canoni un'epìclesi prima della consacrazione (si prega che venga mandato lo Spirito Santo a cambiare i doni) e una dopo la consacrazione (si prega perché i partecipanti vengano trasformati). Si discute ancora se, nell'antico canone Romano (= preghiera eucaristica prima), la preghiera « quam oblationem » (« Santifica, o Dio, questa offerta ») prima della consacrazione, e « Supra quae » (« Volgi sulla nostra offerta ») « Supplices te » (« Ti supplichiamo »), dopo la consacrazione, siano preghiere di epìclesi. Cf Anàfora; Canone; Consacrazione; Preghiera eucaristica; Spirito Santo.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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