Digiuno


Astenersi dal cibo per motivi religiosi, come pentimento (Gl 1,14; Gn 3,7) o come preparazione ad una missione speciale (Mt 4,12; At 13,2?3), accompagnato di solito dalla preghiera (At 14,23). Il digiuno può essere quantitativo (quando la quantità di cibo da consumare è limitata), o qualitativo (quando certi tipi di cibo, come la carne, non vengono presi (= astinenza). Dopo aver digiunato nel deserto (Lc 4,2), Gesù fu criticato durante il suo ministero perché non digiunava come i Farisei (Mt 11, 18?19), e egli, a sua volta, criticò coloro che praticavano il digiuno con ipocrisia (Mt 6,16?18; Lc 18,12). Nella tradizione latina, i Cattolici osservano il digiuno il Mercoledì delle ceneri e il Venerdì Santo come giorni obbligatori, mentre i cristiani orientali si preparano specialmente per la Pasqua, ma anche per il Natale, con un digiuno di quaranta giorni. Inoltre, essi digiunano, per es., dalla domenica dopo Pentecoste alla vigilia dei santi Pietro e Paolo come anche nei quattordici giorni che precedono il 15 agosto, la kòimesis (dormizione) di Maria. Cf Astinenza; Preparazione al Natale; Quaresima; Quattro Tempora; Settimana Santa.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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