Dialogo


Discussione garbata tra individui che professano fedi differenti con l'intento di raggiungere o almeno di avvicinarsi ad un consenso. Il Concilio Vaticano II (1962?1965) incoraggiò i cattolici al dialogo col mondo in genere (GS 85), coi membri delle religioni non cristiane (AG 16), con gli altri cristiani, sia con quelli delle Chiese Orientali (UR 14?18) che con quelli delle Chiese d'Occidente che si sono staccate da Roma al tempo della Riforma (UR 19?23). Il dialogo tra le religioni non cristiane è chiamato « interreligioso », mentre il dialogo tra Roma e le altre Chiese cristiane è chiamato « ecumenico » o « interconfessionale. Di quando in quando, vengono emanate delle direttive dai vari dicasteri del Vaticano. Riguardo alle Chiese Orientali, si distingue: a) il « dialogo della carità » che consiste in segni e gesti che esprimono la fede comune di entrambe le parti condivisa da tutti i membri del dialogo e il loro desiderio di rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena comunione; b) il dialogo teologico ufficiale, chiamato alle volte « il dialogo della verità », in cui, attraverso discussioni dei rappresentanti delle varie Chiese, si cerca di raggiungere la piena comunione sui punti di fede e di vita sacramentale. Cf Concilio Vaticano II; Ecumenismo; Fede e Ordine, Religioni del mondo.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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