Crescita


1. La crescita nella creazione. - La crescita è la legge della vita. Agli animali, come agli uomini, Dio ordina di moltiplicarsi. Ma gli uomini non devono soltanto crescere di numero, hanno anche il compito di aumentare il loro dominio sul mondo (Gen 1, 22.28; 9,7); devono d‘altra parte ricordarsi che la loro crescita dipende da Dio come quella del giunco dipende dall‘acqua (Giob 8,11 sa). La benedizione del Creatore permane il principio della vita e del progresso. Il peccato dell‘uomo, attirando la maledizione divina, inaridirebbe la vita sulla terra (Gen 3, 17; 6, 5 sa) se nella sua misericordia Dio non rinnovasse la propria benedizione (Gen 9, 1-7). Essa, attraverso Abramo, si estenderà a tutte le nazioni (Gen 12,3; Gal 3, 8).

2. La crescita nella storia della salvezza. c) Crescita del Salvatore e della sua Parola. - Per portare a termine questo disegno di salvezza, Dio invia appunto nel mondo suo Figlio Gesù, pieno di grazia e di verità. Egli è tuttavia soggetto alle leggi della condizione umana: è in un primo tempo un bambino che cresce in forza e in sapienza (Lc 2,40.52); se la sua parola rivela agli uomini il mistero della sua missione e della sua personalità, lo fa progressivamente e urta contro un‘opposizione sempre crescente, fino al momento in cui le tenebre sembrano trionfare (Lc 6, 11; 11, 53 s; 19, 47 s; 22, 2.53); in quest‘ora, Gesù reca tuttavia a termine la sua opera portando ai limiti estremi il suo amore e rivelando pienamente agli uomini quanto il Padre li ami (Gv 3,16; 13,l; 15,13; 17,4; 19,30). Come il seme gettato in terra vi muore per moltiplicarsi (Gv 12,24), così il buon pastore muore per donare alle sue pecorelle la sovrabbondanza della vita (Gv 10,10s). La sua parola, seminata nei cuori, vi porterà frutto (Lc 8, 11.15); per questo Luca esprimerà i progressi della Chiesa nascente, ora facendo vedere che il numero dei credenti è in aumento (Atti 2, 41; 5, 14; 6, 7; 11, 24), ora parlando della crescita della Parola (Atti 6, 7; 12, 24; 19,20). d) Crescita della Chiesa e del cristiano in essa- - La crescita è la legge della vita cristiana come di ogni forma di vita. Il cristiano deve crescere, non già isolato, ma nella Chiesa, in cui è inserito come una pietra viva; mentre cresce per la salvezza, la casa spirituale, che è la Chiesa, si edifica (1 Piet 2, 2-5). Paolo invita il cristiano a cre scere nella fede (2 Cor 10,15) e nella conoscenza di Dio, fruttificando in ogni opera buona e crescendo nella carità (Col 1, 10; Fil 1, 9; 1 Tess 3, 12). Questo progresso nella conoscenza di Dio è innanzitutto crescita nella sua grazia (2 Piet 3, 18), perché il Signore ne è l‘autore; gli apostoli, veri collaboratori di Dio, si limitano tuttavia a seminare e innaffiare; è Dio che opera la crescita (1 Cor 3, 6-9). È lui inoltre che consente ad ogni santo di progredire verso Cristo, loro testa, mediante la pratica di una carità autentica, cooperando così alla costruzione del corpo di Cristo, che attua la propria crescita edificandosi nella carità (Ef 4, 11-16). Perché la crescita di ciascuno dipende dalla sua unione a Cristo; ciascuno, come diceva Giovanni Battista, deve diminuire perché Cristo aumenti e assuma in lui la sua piena dimensione (Gv 3, 30; Ef 4, 13) e perché, nel Signore e nello Spirito, la Chiesa si edifichi e si innalzi come un tempio sacro in cui Dio ha la propria dimora (Ef 2, 21 s).

3. Verso il regno di Dio. - Se il credente è senza posa teso verso il fine (Fil 3, 12 ss) e desideroso di passare dall‘infanzia spirituale alla perfezione (1 Cor 3, 1 s; Ebr 5, 12 ss), se il vangelo deve incessantemente portare frutti e crescere nell‘universo (Col 1, 6), íl regno di Dio deve esso pure crescere? Senza dubbio, le parabole presentano questo regno come un punto di arrivo di un progresso: progresso dell‘azione di un lievito nella pasta (Mi 13,33), crescita di un seme che diventa una spiga carica, addirittura un albero (Mt 13,23.32) e questo grazie alla forza che ha in sé (Mc 4,28). Ma anziché di un progresso del regno in sé, non si tratta forse di un progresso della Chiesa verso il regno che preannuncia, di cui è il germe e che attende come un dono di Dio? Questo dono, ognuno deve riceverlo come un bambino, credendo al vangelo che ne è l‘annuncio (Mc 10, 15; cfr. 1, 15), al fine di poter entrare nella comunione con Dio in cui consiste il regno, al momento della venuta del figlio dell‘uomo nella gloria per giudicare l‘universo (Mt 25, 31-34). Allora Dio regnerà, perché la comunione con lui sarà perfetta: egli sarà tutto in tutti (1 Cor 15, 24-28). Il suo regno non cresce; è la meta verso la quale tende ogni crescita spirituale e la cui attrattiva la suscita; il suo avvento come la risurrezione di Gesù, è il dono del Padre.


Autore: J. Radermarkers e M. F. Lacan
Fonte: Dizionario di Teologia Biblica
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